Profilattico sì o no nei film porno gay?

Di recente abbiamo parlato anche qui su Queer della campagna di alcuni attori del mondo porno gay per la lotta all'Aids; in particolare si trattava di un appello che da qualche anno divide in due quest'industria: l'utilizzo del profilattico nelle scene di sesso anale. Non tutti, forse, lo sanno; ma di fronte all'epidemia dell'Aids il porno scelse due strade ben diverse: nei film etero si continuò, per lo più, a non usare il preservativo e così succede tuttora.

Nel mondo gay, invece, si scelse la via dell'impegno e dalla metà degli anni Ottanta tutte le case di produzione abbandonarono il sesso "a pelle" per mostrare l'uso del profilattico e partecipare alla campagna di sensibilizzazione del pubblico; anche perché molti attori si erano ammalati ed erano morti per il contagio e anche chi lavorava nell'ambiente faceva parte della comunità lgbt. Il sesso non protetto diventò un tabù e sparì per un certo tempo dagli schermi.

Più tardi, verso la fine degli anni Novanta, alcuni produttori senza scrupoli cominciarono a diffondere sul mercato film di tipo nuovo: con attori molto giovani e senza l'uso del profilattico, neppure nelle scene di sesso anale; anzi, si mostravano pratiche ad alto rischio di trasmissione del virus. E quei film - detti "bareback", dallo slang del cavalcare "a pelo", senza sella - ottenero un buon successo.
Non tutti gli attori e i produttori, comunque, hanno accettato questa nuova tendenza, che coincise (non ci sorprende per nulla) con un certo calo dell'attenzione verso la diffusione del virus e una riduzione delle campagne per il sesso sicuro. Alcuni attori famosi e registi alla moda - come Chi Chi LaRue, che vedete nella foto in alto - al contrario hanno fatto del "safe sex" un obbligo morale, schierandosi apertamente contro chi approfitta della voglia di apparire e dell'ingenuità di alcuni ragazzi per trovare attori pronti a tutto, anche a correre rischi altissimi, pur di girare un film porno.

È di quest'anno il caso in Gran Bretagna, dove alcune pellicole sono state ritirate dal mercato a causa di uno scandalo legato all'Hiv. Almeno quattro attori hanno scoperto di essersi infettati (non solo Hiv, ma anche altre malattie a trasmissione sessuale), dopo aver girato scene senza profilattico; la maggiore casa di produzione "bareback", la Icreme, ha annunciato che da adesso realizzerà solo film in cui si usano profilattici. Ma quanti altri sono disposti ad infrangere il tabù per denaro?

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