Mafioso sì, gay no

La targa di Ignazio Salvo sul confessionale della chiesa Regina Pacis di Palermo

La storia del confessionale in memoria del mafioso Ignazio Salvo è stata ripresa da moltissimi mezzi di comunicazione. In sintesi: a Palermo, nella parrocchia Regina Pacis, su un confessionale fa bella mostra di sé una targa (la cui immagine apre questo post) che indica che quel confessionale – luogo di riconciliazione per antonomasia nelle chiese cattoliche – è dedicato a Ignazio Salvo e “per la maggior gloria di Dio”. Per la serie pecunia non olet (soprattutto ora che l'8x1000 alla chiesa cattolica è in calo). Il sito Resistenza Laica offre una lettura glbtqqi dell'episodio.

Orbene, da quanto si è potuto vedere e comprendere, una cosa è certa, Salvo è salvo ed usufruisce (non proprio gratuitamente) di ogni benedizione divina negata al povero gay al quale, di divina, pare che spetti solo la punizione per il suo amore deviato.

Mafioso sì ma… frocio no! Perché questa Chiesa partorisce, per immacolata concezione, contraddizioni a iosa rispecchiando ancora una volta la propria doppia natura: apparenza ingannevole d'intenti umanitari e realtà occulta (ma non tanto occulta), coercitiva, selettiva e restrittiva degli stessi. Come a dire: amatevi l'un l'altro ma alle mie condizioni.

Foto | Maurizio Silvestri

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