Attacchi cattolici (e inquisitori) ai DiDoRe

Intestazione del sito Papanews

Toni da Inquisizione da parte di Petrus - Il quotidiano online sull'apostolato di Benedetto XVI in merito ai DiDoRe. Prima di tutto, evidentemente mossi dalla ben nota carità cristiana, definiscono Brunetta e Rotondi come “l'interfaccia di un protagonismo sfrontato e meschino, subdolo e vigliacco”. Quindi ingranano la quarta e affermano:

“non si possono difendere le unioni anomale, fasulle, contronatura, tra l'altro in contrasto con il dettato costituzionale, che riconosce la famiglia fondata sul matrimonio e non altro tipo di unioni transessuali o pansessuali, e non favorire e incoraggiare l'unione sponsale sancita, non da un contratto, ma da un vincolo d'amore fatto di diritti e di dovere fra coniugi dediti alla procreazione responsabile della prole”.

Poi l'editorialista – Giuseppe Massari – si scandalizza perché un atteggiamento del genere dispiace alle gerarchie vaticane.

“È insopportabile che una compagine governativa, faticosamente e laboriosamente accreditatasi presso le gerarchie vaticane, abbia nel proprio seno alcune schegge impazzite, dedite a sovvertire l'ordine naturale della vita quotidiana, quella basata sul fondamento solido di una famiglia e sul rapporto reciproco ideale fra coniugi, cioè tra coloro che si integrano per una vita comune e duratura e non fra coloro che si integrano per una vita di passaggio, temporanea, estemporanea”.

È insopportabile per chi? Dove sta il vanto di essersi accreditati presso le gerarchie vaticane? Ma Massari lo sa che lo Stato Pontificio non esiste più (almeno sulla carta...)? Quindi se la prende pure con la “tolleranza” in genere, facendo intuire con un bel forse, che le minoranze sono una scocciatura:

“Le minoranze etiche, linguistiche, forse, dovrebbero avere asilo di convivenza, di tolleranza e solidarietà, ma le altre no, soprattutto quelle che agiatamente vogliono sfoggiare l'abito della loro nuova prima festa nuziale, dimenticando di averne già indossato un altro”.

Concludendo, sostiene:

“È assurdo, paradossale e meschino che a questo gioco si prestino alcuni parlamentari e ministri della nostra Repubblica, scarsamente dotati di un comune senso di responsabilità verso una maggioranza, non di persone, ma di valori e sentimenti. Hanno giocato sporco. Il loro destino non sarà neanche quello di salire su un podio per dirigere un’orchestra e fare intonare le loro note dell'inno dissacrante dell'amore. Resteranno nei fondali dei loro inferi. Resteranno piccoli ed esclusi dal novero della società e dalla civiltà dell'amore, nonostante i nostri sforzi per recuperarli alla credibilità”.

E meno male che poche righe prima aveva affermato di non voler intraprendere una crociata!

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