Per Imma Battaglia i gay sono vittimisti e non discriminati

Imma Battaglia

“Mi scuso per il ritardo con cui scrivo, ma ho preferito far calmare le acque della presunzione gay. Ho condiviso ogni parola dell’articolo di Francesco Merlo (del 23 agosto us), sul vittimismo gay e sul protagonismo mediatico di Arcigay e di tutti gli autoreferenziali rappresentati gay. Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione. Chiedo scusa se sono molto sincera”.

Queste le parole di Imma Battaglia su Repubblica di oggi (pagina 32). Sì, Imma Battaglia. Ce le saremmo aspettate, che so, dalla Carfagna, ma non da lei. È triste, molto triste, che per squallidi giochi di potere tra le associazioni gay chi debba rimetterci sono le vittime dell'omofobia e della discriminazione. Ma forse lei pensa che il mondo è tutto un Gay Village.

Sarebbe cosa buona e giusta disertare il Gay Village, in forma di protesta.

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