Aids: maschi gay e bisex i più colpiti dalle nuove infezioni

I maschi gay o bisessuali sono al primo posto nelle nuove infezioni da Hiv registrate nel 2006 negli Stati Uniti. Lo segnala il Cdc di Atlanta (l'organismo federale americano per il controllo e la prevenzione delle malattie) nella sua relazione annuale su Hiv/Aids, da cui risulta che il 53% delle nuove infezioni ha colpito uomini che avevano rapporti sessuali con altri maschi.

In particolare, all'interno di questa fascia della popolazione i più a rischio sono gli adolescenti e i giovani di colore, che hanno più facilità a contrarre il virus in giovane età, mentre fra i bianchi il contagio più tipicamente avviene dopo i 30 e 40 anni. Un segnale negativo che indica un calo di attenzione delle persone lgbt nei confronti di una malattia che è lontana da una cura risolutiva e che ancora crea disagi, sofferenze e morte in milioni di persone.

Fra le cause di questa situazione, il Cdc indica, per i giovani gay neri, uno scarso accesso alle informazioni sulla prevenzione e lo stigma sociale che colpisce i maschi omosessuali in particolare se sono di colore, oltre a una sottovalutazione del rischio personale. Quanto ai maschi bianchi, il Cdc segnala che fra le cause di queste allarmanti infezioni (i gay non arrivano a 1/10 della popolazione, eppure rappresentano metà dei nuovi casi!) ci sono l'omofobia, l'abuso di sostanze stupefacenti e la difficoltà a mantenere atteggiamenti sicuri per decenni.

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