Genova Pride 2009: iniziano le polemiche

GenovaIl Gay Pride 2009 che si terrà a Genova è stato da poco annunciato e già sono scoppiate le polemiche. All'interno del mondo lgbtqqi Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, contesta il metodo della scelta con un ragionamento che si snoda in tre punti:

Primo. Che senso ha che il momento principale di visibilità del movimento lgbt italiano sia annunciato da una sola delle sue componenti, per quanto questa sia la principale? […]

Secondo. Con una decisione così unilaterale, è chiaro quali saranno le conseguenze: come già l’anno scorso avremo un Gay Pride romano più antagonista e radicale che sarà in concorrenza, togliendo inevitabilmente visibilità mediatica, al Gay Pride di Arcigay – più riformista e moderato -, con le tristi conseguenze già viste a Bologna.

Terzo. Che senso ha continuare a fare il Gay Pride Nazionale in una città diversa da quella dove si prendono le decisioni fondamentali dal punto di vista delle tematiche lgbt, e cioè Roma?

Ma le polemiche sono state anche esterne. Il più moderato – mirabile a dirsi – è stato il cardinal Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della CEI. Ha dichiarato:

“Le manifestazioni del proprio pensiero, quando avvengono con modalità corrette, nel rispetto della civiltà e senza recare offesa, sono un dato acquisito”

Certo il mondo religioso si è risentito perché proprio il giorno scelto – 13 giugno – è la festa del Corpus Domini che prevede una processione per la città. Volendo è pure sant'Antonio di Padova, ma di questo passo per ogni giorno dell'anno ne troviamo una...

Dal punto di vista politico, poi, è il solito teatrino: chi pro, chi contro, chi argomenta le proprie posizioni, chi ricorre a frasi fatte. Alcuni esempi: per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, il Pride è motivo di orgoglio per la città. Alessandro Repetto, presidente della provincia di Genova, invece, pensi che si tratti di una manifestazione provocatoria. Di tutt'altra opinione è il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che dice: “Genova è una città aperta e pronta ad accogliere tutte le iniziative che si svolgono nel rispetto della legge”. E Francesco Serrelli dell'Arcigay genovese chiarisce che Pride e processione del Corpus Domini non coincideranno. Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Regione, definisce la manifestazione una carnevalata oscena mentre i Verdi, con Cristina Morelli, danno il pieno sostegno all'iniziativa.

Mi sa ne vedremo delle belle...

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