Egokid: pop elegante, alternativo e molto gay

Arrivati al quarto disco hanno deciso di passare all'italiano, abbandonando l'inglese dei loro primi lavori, e nella lingua di Dante danno corpo al loro pop elegante e insolito, sfidando gli ascoltatori più attenti con una serie di riferimenti, colti e camp, in particolare legati all'imaginario gay.

Sono i milanesi Egokid, che hanno pubblicato da qualche mese l'album "Minima storia curativa" per l'etichetta indipendente Aiuola. Come al solito li ho scoperti attraverso il mio "spacciatore" di musica preferito, Paolo Colonna di Tom, che sul suo blog li ha appena definiti "il clone gay dei Baustelle".

In effetti qualche eco del gruppo toscano si ritrova fra le note degli Egokid e Francesco Bianconi è ospite del disco, nella canzone "L'orso", riferimento per nulla velato a un preciso tipo fisico del mondo gay: "L'orso è l'animale che preferisco... fa lavori esotici... fa il manovale. a volte ha femmina e cuccioli ed anche un cognome. L'orso si chiude in mandrie ben recintate, segnali di vita codificati..."

Qui sul loro MySpace, dove potete ascoltare anche qualcuna delle canzoni del disco, che ha come "musa ispiratrice" dichiarata niente meno che Alberto Arbasino, cui è dedicata anche la canzone Arbasino, con un sapido collage di titoli dei suoi romanzi. In genere testi molto curati e accurati, direi sofisticati e intelligenti; che raccontano, con ironia e sottogliezza, il lato gay della vita e dell'amore, come in "Anaffettivo" e "La donna dello schermo".

Girando per la rete ho scoperto che già diversi blog hanno parlato di questo disco in termini positivi e di certo vale la pena di ascoltarlo e, perché no, di comprarlo. Imperdibile (e graffiante, più per il mondo gay che per gli Egokid) la recensione di Rockit.

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