Aumentano le aggressioni omofobe in Andalusia

La Spagna sta vivendo di certo una rinascita sul fronte dei diritti civili e grazie anche al governo socialista di Zapatero è diventata un faro nella promozione e tutela delle persone lgbt, prima discriminate o ignorate. Purtroppo, però, nonostante il matrimonio gay, l'adozione, la legge per il cambio di sesso, la lotta per l'uguglianza delle donne, ancora rimane un cammino molto lungo da percorrere per cambiare a fondo la società.

Il lavoro non è finito perché resistono settori della cittadinanza che non accettano le persone omosessuali e credono di poter respingere la modernità con la violenza. In una delle comunità (le Regioni spagnole) più orientate a sinistra, come l'Andalusia, sono in aumento le aggressioni contro gay, lesbiche e trans. Quest'anno - segnala l'associazione Colegas - sono state più di 60 le persone aggredite per strada a causa del loro orientamento sessuale, vero o presunto.

Di recente a Siviglia, due ragazzi gay sono stati pestati a sangue da un gruppo di tre skin head che non sopportavano di vedere due uomini presi per mano. Il segnale più preoccupante è che gli aggressori, in genere, sono giovani tra i 17 e i 30 anni che si scatenano soprattutto nelle zone dove la gente va a passeggio e a divertirsi di sera. Residui del passato che non sopportano di vedere il mondo cambiare.

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