Antologia di teologia queer

Copertina del libro The Queer GodAbbiamo parlato qui di teologia queer. Oggi, invece, vi proponiamo una sorta di antologia di teologia queer, con frasi di cristiani di ogni confessione religiosa. A sottolineare che, nonostante le chiusure verticistiche, in molti ambienti religiosi l'omosessualità viene accettata.

don Pippo Gliozzo, parroco cattolico a Catania:

“Come per un genitore che non fa differenza tra i figli, così per un parroco, per una comunità cristiana, ascoltare ed accogliere ogni persona, senza alcun giudizio moralistico, dovrebbe essere la cosa più ovvia”.

P. José Antonio Trasferetti, sacerdote cattolico brasiliano, presidente della Società brasiliana di teologia morale:

“Nessuno ha il diritto di voler trasformare l'orientamento e/o l'identità sessuale di una persona [in quanto non sarebbe] conforme al piano liberatore di Gesù, oltre ad essere una violazione dei diritti umani”

Amilcar Ulloa, pastore della Chiesa evangelica interamericana della Colombia:

“Grazie ai recenti studi di biologia, sociologia e psicologia, non è più possibile considerare l'omosessualità una malattia o un'aberrazione morale. [È fortemente discutibile] imporre all'omosessuale l'obbligo di superare e cambiare la propria inclinazione o restare continente”

André Sidnei Musskopf, teologo luterano:

“Negare l'essere omosessuale è negare l'agire salvifico di Dio in Gesù Cristo, poiché significa negare la propria esistenza in quanto essere umano creato a immagine di Dio... Le relazioni sono morali quando sono reciproche, impegnate, fedeli, e sostengono lo sviluppo personale pieno dell'altra persona. Le relazioni sono immorali quando abusano, sono violente, sfruttatrici, mantengono le persone in uno stato di sviluppo interrotto e conducono alla menzogna, all'inganno e al tradimento”

Marcella Maria Althaus-Reid, quacchera, docente di teologia contestuale all'Università di Edimburgo:

“Le metafore del Dio perfetto, della suprema sapienza, del terminato derivano da un modo di pensare premoderno. Il Dio queer è un Dio inconcluso, in progress, ambiguo, dalle molteplici identità, che non finiamo mai di conoscere perché, quando arriviamo al temine, sfugge, è di più”

Via | Viottoli, 1/2008, 56-57

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