Teologia queer

Vignetta dal periodico ViottoliViottoli è il semestrale della comunità di base guidata da don Franco Barbero, sacerdote ben conosciuto nel mondo glbtq. Nell'ultimo numero la rivista – con il taglio che le è proprio – affronta l'argomento della teologia queer (a firma di P.S. - pp. 50-55).

Dopo aver parlato delle origini della teoria queer, della transitivià dei generi e della performatività, si passa ad analizzare sia le critiche che il concetto di sesso e genere, per giungere poi ad una proposta di un “corpo queer di Cristo” per concludere con l'analisi di una spiritualità accogliente. Dice l'autore:

La spiritualità e la teologia queer sfidano il normale, in particolare quando “la normalità” (sociale, politica, delle convenzioni) limita la serenità, l'integrità, il diritto all'esistenza ed il benessere dei corpi. L'etica queer, dunque, a differenza di molta ortodossia cattolica, non chiede una negazione del proprio essere ad ogni costo ma, anzi, invita ad accogliere e a “celebrare” ognuno/a di noi in maniera autonoma e nello stesso tempo partecipe.

E continua:

Un'etica queer (per l'essere umano, per la società, per il mondo) dovrebbe sempre prendere in considerazione chi siamo e la nostra situazione di partenza nelle relazioni con gli altri/e [...] essere queer vuol dire essere autonomi, non permettere ad altri di pensare per noi, avere una visione del mondo “altra”, affermare, per i/le credenti, che la nostra liberazione è per poter interpretare la Scrittura e non il contrario.

Foto | Viottoli, 1/2008, 87

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