Aids, la sanità spagnola pagherà la chirurgia estetica

Non solo i farmaci, per combattere l'Aids, ma anche la cultura dell'accoglienza e la lotta alla discriminazione che colpisce i malati. Questo è il messaggio che arriva da Città del Messico, sede della XVII Conferenza internazionale sull'Aids. Uno dei paesi più impegnati sul fronte della prevenzione e del sostegno ai malati è la Spagna che non a caso ha inviato a rappresentarla la prima vicepresidente Maria Teresa Fernandez de la Vega. A conferma di questo impegno il ministro spagnolo della Salute, Bernat Soria, ha annunciato che il suo dicastero si farà carico degli interventi di chirurgia estetica per curare la lipoatrofia facciale.

Non molti ancora lo sanno, ma in effetti la lipodistrofia - nel caso del volto si tratta di lipoatrofia - è un effetto collaterale della sieropositività e di alcuni farmaci usati per contrastare la diffusione del virus nell'organismo. Ormai è diventato un problema sociale anche serio per le persone sieropositive. A causa di questi segni esteriori, spesso queste persone vengono discriminate, isolate e allontanate dalla società.

Ma si possono combattere e prevenire gli effetti più evidenti della sieropositività sul fisico, fra l'altro proprio con interventi di medicina e chirurgia estetica. A volte si usa l'autotrapianto di grasso, prelevato dall'addome o da altri siti e poi trattato per innestarlo nel viso. Altre volte si usano riempitivi sintetici, assorbibili o non assorbibili.

In Italia non è chiaro il contributo del Servizio sanitario nazionale. In alcuni ospedali pubblici, come a Siena a Modena e al Forlanini di Roma, mi risulta che questi interventi siano coperti dall'Ssn, quindi non sono a carico del malato. Ma - denunciano molti sieropositivi - è sempre più difficile trovare centi che forniscano queste terapie. Eppure non servirebbe molto per ridurre le sofferenze e consentire una migliore qualità della vita a chi ha contratto l'Hiv.

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