Scrivi poesie? Sei gay e quindi ti violento

Violenza in carcereNon passa giorno che non ne sentiamo una nuova sul versante omofobia. Il punto di partenza di questa volta è che scrivere poesie è da gay; se poi lo scrittore è un affiliato ad una cosca mafiosa, è in carcere ed è pure effeminato, c'è da salvare l'onore. Ergo, lo si violenta per dargli una lezione. È successo due anni fa nel carcere di Catania, ma reso noto solo ora da Antonio Fiumefreddo, legale del “poeta”.

“Il ragazzo scriveva poesie e aveva modi che potremmo definire effeminati. Non so nemmeno se fosse omosessuale, ma così venne ritenuto dagli altri detenuti e fu trattato in carcere come tale. Fu violentato da un gruppo di otto detenuti, tutti in carcere per gli stessi reati, e fu costretto al ricovero in infermeria con nove punti di sutura all'ano”

E continua:

“Il giovane è ancora in carcere, ma per quell'episodio non ci fu alcuna conseguenza o punizione per i suoi aggressori [Questo è dovuto a] un problema che attiene all'ipocrisia del sistema. L'episodio non è l'unico, credo che sia accaduto anche molte altre volte”

Anna Paola Concia ha così commentato:

“La barbarie mafiosa è figlia di una società che non rispetta la diversità. Lo stigma sociale verso l'omosessualità è patrimonio delle società arcaiche, dove era ammessa la forza bruta per punire comportamenti giudicati non corretti. La politica ha il dovere di educare al riconoscimento ed all'affermazione del valore sociale della omosessualità. In Germania come in Spagna, due paesi dove gli omosessuali hanno diritti riconosciuti e tutele dalle discriminazioni, ho visto con i miei occhi che lo stato non perde occasione per sostenere campagne contro l'omofobia. Nel nostro paese la politica ha il dovere di educare alla cittadinanza, al rispetto reciproco. Per stare dentro la cittadinanza bisogna avere diritti e doveri. Rispettare le regole. Finché nel nostro paese sarà ammesso che una donna può rischiare la vita a causa di un molestatore ledendo le sue libertà fondamentali e un omosessuale può essere picchiato e violentato, l'Italia non sarà un paese che può definirsi civile. Infatti in Europa non ci considerano tali”.

Già, cosa c'è di civile nel nostro paese?

Via | Corriere

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