Catania Pride 2008: il diritto alla felicità

Logo del Catania Pride 2008

Si tiene oggi a Catania la sfilata del Pride sul tema Appartenenza. Autodeterminazione. Laicità. Noi siamo la città! Gli organizzatori del Catania Pride incontreranno le cittadine e i cittadini in piazza Università a partire dalle 11:00 per distribuire materiale informativo e gadgets. Alle 17.30, prenderà il via il Catania Pride 2008 da piazza Cavour.

Dal documento politico, si riporta uno stralcio che ci è parso particolarmente significativo, titolato Il diritto alla felicità.

Siamo portatori e portatrici di un pensiero nuovo che rivendica ed esalta la diversità, ma combatte la disparità. Per questo vogliamo superare la contrapposizione tra “moralità dello spirito” e “immoralità della sessualità”, propria del pensiero normalizzante, sessuofobico e mortificatorio delle gerarchie ecclesiastiche e dei modelli culturali dominanti.

Noi siamo il corpo che viviamo e rivendichiamo, con l’autodeterminazione, il diritto a vivere un corpo felice, che è tale solo quando può viversi nella sua pienezza senza che ciò comporti la paura della discriminazione o della repressione.

Il concetto di una norma “secondo natura” è una produzione culturale, per cui dobbiamo ammettere che non esiste nulla che sia “contro natura”, ma solo “contro cultura”. La natura porta la diversità e la diversità è perciò naturale. La cultura, inoltre, può e deve essere modificata nel momento in cui non risponde più alle esigenze attuali e va contro la felicità degli individui.

Inoltre noi stess* produciamo cultura e la nostra si presenta come una vera possibilità di cambiamento, grazie al superamento del vecchio, anacronistico, inefficace binomio maschile/femminile prodotto dal pensiero e dal sistema patriarcale che origina le disparità che intendiamo abbattere.

“Pride” vuol dire “orgoglio”. Essere orgoglios*, fier*, significa prima di tutto appartenere ad una comunità di individui capaci di valori. Essere orgoglios* vuol dire affermare la nostra visibilità, mai come adesso necessaria, vuol dire vivere la nostra umanità come soggetti GLBT, vuol dire, quindi, vivere con una propria storia di appartenenza che spesso molti disconoscono. Forti di tutto questo noi affermiamo a chiara voce la nostra presenza anche a coloro i quali voltano lo sguardo nel vano tentativo di negare il fatto che noi ci siamo, che ci siamo sempre stat*, che sempre ci saremo.

Siamo ben consapevoli che le nostre rivendicazioni sono strettamente collegate alle battaglie intraprese soprattutto dal movimento delle donne contro la violenza di un machismo criminale che troppo spesso agisce in ambito familiare e più in generale contro la cultura patriarcale dominante e violenta della nostra società. Il riconoscimento pieno della nostra dignità cammina nella stessa direzione, per una società in cui nessuna e nessuno debba più sentirsi in pericolo o discriminat* a causa del genere e dell’orientamento sessuale, una società in cui il machismo sia riconosciuto come causa delle violenze contro gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e donne e proprio per questo sia sanzionato.

Le nostre rivendicazioni sono gli strumenti affinché questi cambiamenti positivi possano verificarsi a beneficio di tutta la società.

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