Vaccino italiano anti-aids: parte la fase due

Prosegue il cammino del vaccino italiano anti-aids, al quale sta lavorando l’Istituto superiore di sanità sotto la guida di Barbara Ensoli del Centro Nazionale AIDS (nella foto): una biologa il cui nome significa speranza per chiunque si trovi a fare i conti con l’hiv. Notizia di ieri è infatti l’avvio, dopo una lunga attesa per reperire i fondi pubblici che finanziano il progetto, della fase due della sperimentazione del vaccino, che sarà condotta in dieci centri ospedalieri, da Torino a Bari, coordinati dal Policlinico di Modena.

21 milioni di euro l’investimento complessivo. Un anno la durata della fase due, tra trattamento e controlli. A sottoporsi alla sperimentazione saranno arruolate 128 persone, sia uomini che donne, che si sottopongono volontariamente al trattamento: si tratta di pazienti sieropositivi, di età compresa fra 18 e 55 anni, che portano avanti la terapia antiretrovirale (Haart) , con virus non più evidenziabile e un numero di cellule immunitarie Cd4 uguale o superiore a 400.

“L’obiettivo - dichiara Barbara Ensoli all’agenzia di stampa Ansa - è andare a guardare la risposta immunitaria". La struttura che produce il vaccino, basato sulla proteina Tat, motore della replicazione del virus, è l’Università di Urbino.

Via | corriere.it

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