Egalia, l'asilo nido che non ha distinzioni di genere

Egalia, l'asilo nido che non ha distinzioni di genere

In Svezia ci pensano da anni, l'idea sarebbe di crescere senza parametri che creino divisioni nette maschio/femmina, che dettino comportamenti: questo è da uomo, questo è da donna, ma che permettano al bambino di scegliere liberamente giochi e modi di fare.

C'è un piccolo asilo, Egalia, si trova a sud di Stoccolma nel minuscolo distretto di Sodermalm, ospita solo 33 bambini e per questo vanta una lista d'attesa infinita, dove ai bambini non vengono lette fiabe classiche come Cenerentola o Biancaneve, che hanno proposto, a generazioni come la mia, figure femminili subordinate e, forse, utopistici miraggi di principi azzurri su cavalli bianchi. L'obiettivo è liberare i bambini dagli stereotipi di genere dettati dalla società.

Egalia, l'asilo nido che non ha distinzioni di genere

Per questo l'asilo, destinato a bambini da uno a sei anni, mischia i giochi, così come i colori, non crea aree di preferenza maschile o femminile, né tantomeno le distanzia fra loro. Se qualcuno deve scegliere, devono farlo i bambini, senza che vengano imposti loro punti di vista altrui sulle differenze tra i sessi. Anche a livello lessicale si fa attenzione al sessismo. Spiega la direttrice dell’asilo, Lotta Rajalin:

Evitiamo di usare parole come bambino o bambina. Preferiamo usare il nome, oppure diciamo “andiamo ragazzi”.

Ne hanno parlato in molti, temendo un effetto contrario, un dare eccessiva importanza a separazioni, con l'abolizione degli stessi pronomi maschili e femminili - com'era d'uso in circoli femminili e omosessuali degli anni '70 - e scegliendo una neutralità che poi, nella vita effettiva è difficile da perseguire. Ma non si può non pensare al libro che negli anni Settanta scosse alcuni diktat dell'insegnamento di genere in Italia e aprì le porte a un certo tipo di femminismo e a una riflessione fondamentale sull'identità sessuale: Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti, che puntò il dito su certi 'condizionamenti culturali' che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo.

In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". Restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene.

Erano gli anni del femminismo, si lottava contro la presupposta superiorità maschile, che imponeva alle bambine di appiattirsi sul modello imposto loro dal maschile. Adesso, con Egalia, l'attenzione si sposta in modo più globale, sulla predominanza di una visione eterocentrica. Al centro, come sempre, si pone l'educazione. La riflessione, su quanto questi pesi sulla formazione di un'identità sessuale, anche se non sarà risolutiva, è inevitabile.

Foto | Getty

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: