Linguaggio omofobo usato con leggerezza, nohomophobes segnala le parole su Twitter

Linguaggio omofobo usato con leggerezza, nohomophobes segnala le parole su Twitter

Spesso termini lesivi per il popolo LGBT vengono pronunciati con leggerezza. Anche lo stesso termine “gay” qualche volta è usato come se fosse un insulto, destinazione d'uso impensabile per il termine etero. Per dare il giusto peso a certe espressioni – almeno questo sembra essere l'intento primario – è nato un sito che controlla quante parole omofobe vengono digitate dentro i tweet, i cinguettii, ovvero i 140 caratteri che costituiscono i microblogging di twitter, la piattaforma social del momento.

La prospettiva di un controllo, però, non deve risultare retriva, o invitare semplicemente a una moderazione dei termini, perché l'intento del progetto, varato all'interno dell'Università canadese dell'Alberta, NoHomophobes.com è un vero invito alla riflessione, a prendere coscienza del linguaggio.

Linguaggio omofobo usato con leggerezza, nohomophobes segnala le parole su Twitter

Certo è che alcune parole, in determinati contesti, perdono la loro forza dirompente e si fanno certamente meno dure. Il monitoraggio di cui si occuperà NoHomophobes.com non vuole puntare il dito contro insulti o commenti lesivi, ma provare con quanta inconsapevolezza vengono utilizzate alcune definizioni.

Sulla homepage del sito infatti compaiono una serie di numeri e la scritta Homophobic language isn’t always meant to be hurtful, but how often do we use it without thinking? ovvero il linguaggio omofobo non sempre è destinato a fare male, ma quante volte lo usiamo senza pensare?

Foto | Getty

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