Il coming out della famiglia

Una famiglia â��gayâ��L'episodio di Paolo accoltellato dal padre riporta l'attenzione sul problema dell'accettazione di un figlio “diverso”. Se per un/una giovane può essere problematico il coming out, c'è da mettere in conto anche la difficoltà che può provare la famiglia (sebbene ciò non giustifichi la violenza). Di quest'ultimo argomento si parlerà a Firenze il mese prossimo, presentando i risultati di una ricerca europea: Family matters. Sostenere le famiglie per prevenire la violenza verso giovani gay e lesbiche.

Lo studio ha coinvolto 500 famiglie ed è finanziato dall'Unione Europea. Ci hanno lavorato Chiara Bertone e Marina Franchi, sociologhe dell'Università del Piemonte orientale, con la collaborazione di tre associazioni di famiglie con figli omosessuali: AGeDO (Italia), FFLAG (Gran Bretagna) e AMPGIL (Spagna). Dice Chiara Bertone:

Fino ad oggi le ricerche non hanno preso in considerazione la famiglia, come se le persone omosessuali fossero monadi, come se non avessero una famiglia. In realtà le famiglie sono fondamentali, soprattutto perché è sempre più frequente fare i conti con la propria omosessualità nella fase dell'adolescenza. Le famiglie però si ritrovano sole ad affrontare una situazione non prevista, non hanno modelli di comportamento a cui fare riferimento, né appoggi esterni a cui chiedere aiuto. Anzi, le famiglie stesse sono dei “gruppi sommersi”, faticano a dire in pubblico di avere un figlio omosessuale, hanno paura di essere colpevolizzati.

E conclude:

Trasformare la famiglia in un punto di sostegno significa prevenire momenti di violenza anche fuori dalla famiglia.

Alla conferenza europea sarà presentato anche il documentario Due volte genitori, del regista Claudio Cipelletti, video-documentario sulla vita delle famiglie con figli omosessuali che sarà distribuito nelle scuole.

Via | Vita
Foto | AGeDO

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