Saki, tra satira ed eroismo

Saki

Il nome breve e pieno di Saki ci evoca subito l’Inghilterra edoardiana. Quei suoi racconti squisitamente satirici, dove giovani bellimbusti dalla lingua tagliente come lame gongolano spudoratamente degli scivoloni dei loro padri (considerati da tutti invece colonne portanti della società) sono oggi considerati dei veri e propri gioielli della letteratura inglese, tanto da venire accostati a quelli della causticissima Dorothy Parker.

In realtà Saki, il cui vero nome era Hector Hugh Munro non fu solo uno scrittore di talento, ma anche un coraggiosissimo soldato che affrontò il nemico caparbiamente, anche quando avrebbe potuto o meglio ancora dovuto cercare asilo ed aiuto in un ospedale militare. Omosessuale in un’epoca in cui era un crimine amare un altro uomo, Saki trovò la morte proprio sul campo di battaglia nel 1916.

Sfortunatamente gran parte delle sue carte private (probabilmente le più compromettenti) furono distrutte dalla sorella Ethel che scrisse poi una propria versione dell’infanzia ed adolescenza del fratello.

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