Carfagna: niente patrocinio al Gay Pride

Eccolo lì. Se il buongiorno si vede dal mattino, ecco quello che ci aspetta nei prossimi anni del governo Berlusconi IV. Di solito, all'interno di un gabinetto ci sono ministri più bendisposti verso le minoranze e altri un po' più chiusi: fra i primi di solito c'è il titolare delle Pari opportunità, come avvenne con la Prestigiacomo al tempo del Berlusconi II e III.

Stavolta invece è proprio il ministro delle Pari opportunità a sbattere la porta in faccia a gay, lesbiche, bisessuali e transex italiani. Mara Carfagna ha già annunciato che non concederà il patrocinio delle Pari Opportunità al Gay Pride nazionale di Bologna, il 28 giugno (data di Stonewall, tra l'altro). Perché in Italia "gli omosessuali non sono discriminati" e le unioni civili non servono. Tutto ciò mentre apprendiamo che a San Paolo del Brasile, la grande Parada da 3 milioni di partecipanti sarà finanziata con fondi pubblici!

Oltre a ciò, la Carfagna aggiunge la solita tiritera sui suoi "amici omosessuali" che non le dipingono una realtà tetra e negativa. Forse - azzardo io - i suoi amici sono ricchi parlamentari o personaggi televisivi che nascondono la propria omosessualità al pubblico e la vivono solo in segreto: a costoro, ovviamente, del matrimonio e delle unioni non importa nulla. Ma un ministro dovrebbe pensare a tutti i cittadini.
Che schifo!

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