Dieci anni delle Edizioni Libreria Croce

Fabio CroceA tutti noi, prima o poi, è capitato di avere fra le mani un libro delle Edizioni Libreria Croce, che compie dieci anni in questo 2008, particolarmente attenta alle tematiche del mondo omosessuale. Abbiamo rivolto alcune domande al titolare, Fabio Croce.

Le Edizioni Libreria Croce compiono dieci anni: ci fai un bilancio?
In 10 anni di attività credo di aver pubblicato più libri a tematica GLBTQ di quanto abbiano fatto tanti miei colleghi in più anni, sempre con particolare attenzione per i contenuti e spaziando per tutte le argomentazioni possibili, dal cinema alla tv, dalla psicoanalisi alla storia, dal romanzo al racconto, dal porno allo scandalistico. Dieci anni di divertimento, di nuove amicizie, di esperienza che mi ha aiutato a comprendere meglio la comunità italiana, che esiste solo virtualmente, a volte, ed ha poco spirito di corpo.

Un identikit del lettore abituale delle Edizioni Croce
I nostri lettori sono a 360 gradi, non saprei comporre un identikit: si va dagli amici degli autori a persone di cultura sensibili alle tematiche, dallo studente universitario che segue la saggistica specialistica all'etero curioso, in particolar modo le donne. Ottimi clienti sono i preti. I giovani comunque leggono poco.

Tra i libri pubblicati da voi, uno a cui siete particolarmente legati è…
Un libro che abbiamo pubblicato in questi anni, cui tengo molto, Io e Oscar Wilde di Lord Alfred Douglas, forse è la più importante relazione d'amore gay della storia della letteratura quella descritta tra Wilde e Bosie. Un libro da leggere per educarsi alla realtà che viviamo è Il libro nero del Vaticano. Il libro più venduto Verbum dei et verbum gay di Massimo Lacchei.

Quale pensi che sia il futuro dell’editoria in Italia e dell’editoria “gay” in particolare?
Il futuro dell'editoria è sempre più legato ai grandi trust, sovvenzionati dallo stato: senza soldi non si produce più in Italia e i patrimoni privati vanno sempre più verso pochi eletti, che dell'editoria probabilmente se ne fregano: petrolio, droga, edilizia, politica losca e strozzinaggio pagano di più. Questo creerà sempre meno informazione e tanto più accentramento di potere mediatico e politico. Di conseguenza l'editoria di settore pagherà in primis. Avranno spazio solamente quei libri che garantiscono un ritorno economico, quelli tradotti, che già all'estero hanno riscosso successo e che quindi costituiscono una garanzia di vendita, o quei libri scritti da persone, pur gay o lesbiche o trans, che si sono ritagliate uno spazio mediatico o che frequentano per vincolo affettivo, professionale o politico le persone giuste.

In Italia si legge poco: colpa degli editori?
Che in Italia si legga poco è normale: qualsiasi statistica si faccia, l'Italia in Europa è sempre ultima, sempre fanalino di coda, a meno che si passi ad analizzare le cose negative, allora si schizza in testa.

Un libro che un gay deve assolutamente leggere è...?
Un libro che un gay deve leggere... prima di tutto deve leggere! Di tutto. Poi dovrebbe aiutare i settori di produzione e vendita della propria comunità. Infine farsi consigliare da amici esperti lettori. Un mio consiglio? I primi libri di David Leavitt La lingua perduta delle gru, Ballo di famiglia. Autori italiani? Giuseppe Patroni Griffi, tutto.

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