I candidati alle primarie del centrosinistra e i diritti gay

Come potrebbe essere la bandiera italiana in chiave queer?

Il confronto tra i cinque candidati alle primarie del centrosinistra (in ordine alfabetico: Pier Luigi Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, Bruno Tabacci, Nichi Vendola) è andato in onda ieri sera su Sky Tg 24. Molti gli argomenti affrontati (potete leggere la diretta su Polisblog che riporta anche le opinioni di giornalisti e politici nel dopo confronto).

Per quel che riguarda i diritti della comunità gay le posizioni sono quelle che più o meno si conoscevano. Ma giova ricordarle.

Afferma Pier Luigi Bersani

Io sono chiaramente per prendere la legislazione tedesca su unioni civili per le coppie omosessuali mentre sul tema delle adozioni direi che serve ancora una fase di riflessione [...] occupiamoci di quelle decine di migliaia di bambini che vivono già con coppie omosessuali per riprendere il filo dei loro diritti.

Laura Puppato è per il matrimonio gay ma fa dei distinguo sull'adozione:

Dobbiamo non solo accettare ma proporre il matrimonio gay.È pazzesco che ne parliamo ancora, siamo nel 2012. Dobbiamo rispettare la Costituzione; [gli omosessuali] hanno diritto a veder riconosciuti i propri diritti di cura, successione, ecc.. Sull'adozione, poi, non ho alcun dubbio; sulla maternità dobbiamo parlarne.

Matteo Renzi sostiene che il problema sia squisitamente terminologico:

Il Paese ha preso in giro omosessuali e eterosessuali e la conclusione è che oggi non c'è niente. Oggi c'è un problema terminologico, matrimonio sì o no, che significa rimandare il problema.

Bruno Tabacci è per le unioni civili, diverse dal matrimonio, e afferma che i bambini devono avere papà e mamma:

Ho partecipato, con il sindaco di Milano, alla creazione dell'albo delle unioni civili. Starei attento a equiparare questo al matrimonio, sono due cose diverse. I bambini hanno diritto ad avere padre a madre.

Nichi Vendola, infine, è per la massima uguaglianza:

La Costituzione si è cambiata per una volgarità come il fiscal compact, penso si potrebbe fare per le unioni gay. Credo che la sinistra abbia sbagliato tante volte in passato per suo atteggiamento massimalista ma tante volte per il suo minimalismo. Dunque sì a diritti interi, non col contagocce. No alla frammentazione dei diritti.

Questo in sintesi il punto di vista dei cinque candidati alle primarie del centrosinistra. A margine, spiace notare come sia difficile smarcarsi da un'ottica servile nei confronti del Vaticano: se Bersani, che si presenta come il nuovo che avanza, assume come modello papa Giovanni XXIII, la strada da fare non è lunga, è di più...

Foto | Gabriele Omar

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