L'ombra della Carfagna

Ministri e ombre

Veltroni ha presentato il suo governo ombra, idea non nuova ma interessante (e anche un po' auto-consolatoria). I membri del governo ombra avranno il compito di relazionarsi, confrontarsi e proporre interventi migliorativi alle leggi presentate dai ministri in carica.

Come ministro-ombra per le pari opportunità, anche qui una donna, Vittoria Franco, finora presidente delle donne ds. Nella precedente legislatura è stata la prima firmataria del disegno di legge n. 3345 (7 settembre 2005) che riguardava una proposta di legge sul riconoscimento giuridico delle unioni civili.

A proposito dei diritti delle coppie di fatto, la senatrice aveva detto:

Sono convinta che sia necessario riconoscere in modo pieno, accanto alla famiglia basata sul matrimonio tradizionale, cui fa riferimento l'articolo 29 della Costituzione, anche altre forme di famiglia e di convivenza ormai entrate a far parte della nostra società. Quello che intendiamo fare è riconoscere anche nel diritto una realtà che già esiste intorno a noi, non creare per legge nuove forme di convivenza.

E ancora:

Non deve più accadere, a parere dei proponenti, che a chi ha convissuto con una persona, magari per trent’anni, possa essere negato perfino il diritto di assistere il proprio partner morente in ospedale e che le famiglie di origine possano addirittura impedire al partner l’accesso al luogo di cura e lo escludano da ogni decisione riguardante il partner malato e incapace di agire; non deve più accadere che, attraverso l’istituto della riserva a favore dei legittimari, sia vietato al testatore di lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui ha condiviso l’esistenza, e, anche in assenza di eredi legittimari, che tale eredità venga falcidiata dalla stessa tassazione prevista per i lasciti a persone del tutto estranee al defunto, discriminazione aggravata dalla recente modifica del regime fiscale delle successioni. Non deve accadere che trattamenti punitivi di questo genere vengano previsti al solo fine di sanzionare le scelte di vita dei cittadini che semplicemente non ritengano adatta alla propria unione, o non condividano per alcuni suoi aspetti, la normativa matrimoniale attualmente vigente.

Peccato che sia solo un'ombra...

Foto | Corriere

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