Grecia, tre abitanti di Lesbo contro le lesbiche

Non vogliono più essere associati alle donne omosessuali (notoriamente note come "lesbiche") e chiedono che almeno in greco le associazioni gay scelgano un altro nome per le donne che amano altre donne. Sono gli abitanti dell'isola greca di Lesbo (pochi di essi, in realtà), che hanno fatto causa a un gruppo lgbt greco, Olke (Unione dei gay e delle lesbiche greci) per impedire che utilizzino il nome delle abitanti dell'isola (lesbiche) per indicare le donne omosessuali.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, visto che un giudice ha dato retta ai tre buontemponi e ha istruito sul serio un processo, in cui si decidera chi ha diritto di usare quel nome. In greco, ovviamente, dal momento che nelle altre lingue pressoché tutti hanno un termine equivalente: lesbica, lesbian, lesbiana, lesbienne, per limitarci agli idiomi più conosciuti.

Tutti saprete, ovviamente, che la scelta del nome si riferisce alla poetessa greca Saffo, che era di Lesbo e che gestiva una specie di collegio femminile. A molte ragazze che frequentavano quel thiasos, prima di sposarsi, Saffò dedicò alcuni dei più bei poemi d'amore della storia. Forse è meglio tornare a leggere le sue poesie.

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