L'olocausto gay (e il Gay Pride per inciso)

Giorgia Meloni, deputato del Pdl, parla dell'olocausto, in particolare di quello dei gay e dei rom. Dice:

“La storia va raccontata per quel che è stato. Non dovrei avere la libertà di raccontare che cosa si deve e che cosa non si deve raccontare dei trascorsi storici. Io devo raccontare la storia e poi ognuno farà le proprie valutazioni”.

Anche se il presentare i fatti ha già in sé il rischio della scelta del punto di vista, si tratta di un principio condivisibile, no?

Nella stessa intervista la Meloni dice:

“Ho amici gay e non ho mai manifestato alcuna forma di repulsione o discriminazione verso il mondo omosessuale, mentre ho manifestato e continuo a manifestare una forma di disappunto verso il Gay Pride, una ostentazione che ho trovato fastidiosissima perché si sono viste scene sinceramente raccapriccianti, scene che fanno male anche ai gay. Le persone omosessuali di buon senso se ne rendono conto meglio di me. Inoltre mi sembra che siamo di fronte a forme di privilegio, altro che discriminazione, considerato che, ad esempio, a me nessuna amministrazione locale ha mai dato dei soldi per andare a manifestare i miei gusti sessuali”.

(la trascrizione è tratta da un post di River)

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