Libertà vo' cercando...

Libertà vo' cercando

In rete ho trovato un articolo dal titolo Di fronte alla cultura cristianofobica bisogna difendere la fede firmato da John Flynn, legionario di Cristo (di quella congregazione, cioè, fondata da Marcial Maciel Degollado, morto lo scorso gennaio, ed in odore di pedofilia). L’autore fa un elenco di discriminazioni “cristianofobiche” a cui sono andate incontro alcune persone.


  • Chris Kempling, canadese, ha scritto una serie di lettere alla stampa manifestando la sua preoccupazione sull'omosessualità e ha anche parlato pubblicamente sulle questioni inerenti il comportamento sessuale. Per questo motivo è stato sospeso dall’insegnamento, senza diritto alla retribuzione, dal momento che le sue idee possono “avvelenare l’atmosfera” nella scuola in cui insegna. Kempling ha affermato: "Non credo che esporre pubblicamente la posizione cristiana debba essere vietato per gli insegnanti pubblici".
  • Recentemente il Catholic Insight Magazine è stato querelato per violazione dei diritti umani per gli articoli in cui ha illustrato l'insegnamento cattolico sull'omosessualità.
  • Nel 2005, il Vescovo di Calgary, Fred Henry, è stato citato in giudizio due volte presso la Alberta Human Rights Commission per presunti commenti discriminatori contenuti nella sua lettera pastorale sul matrimonio. Le denunce sono state poi archiviate.
  • In Inghilterra il Vescovo anglicano Anthony Priddis è stato condannato a frequentare corsi per le pari opportunità e a pagare circa 50.000 sterline a John Reany per avergli rifiutato un lavoro di animatore giovanile a causa del suo orientamento sessuale.
  • Secondo il Daily Mail del 27 febbraio scorso, una coppia adottiva cristiana – che si occupa di quasi venti bambini accogliendoli nel fine settimana per dare un po' di respiro ai genitori – si è vista negare la possibilità di continuare a svolgere questo servizio a meno che non si rendesse disponibile ad avallare l'omosessualità e a dire ai giovani che l'omosessualità costituisce uno stile di vita accettabile.

Se alcuni casi mi trovano d’accordo con la “punizione” (non si nega un lavoro a una persona perché gay), in altri mi sembra eccessiva (sospensione dall’insegnamento, per esempio). Mi si potrà obiettare che si tratta di problemi “esteri” e noi abbiamo la chiesa cattolica che proprio ci perseguita. Ma mi chiedo se in nome della libertà (di espressione, di essere se stessi, di vivere la propria vita) sia giusto negare la libertà ad altri.

Foto | Piermario

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: