Paola Concia denuncia la bocciatura italiana di una legge contro l'omofobia

Paola Concia denuncia la bocciatura italiana di una legge contro l'omofobia

Un comunicato, apparso sulle pagine del website personale di Paola Concia, ripreso dall'agenzia stampa Adnkronos, invita, alla luce delle recente rielezione di Barack Obama,  a paragonare la situazione italiana con quella americana (e spagnola e francese). In diritti e rovesci, il blog gestito dalla parlamentare, si legge:

Mentre oggi nell’ordine veniva eletto il primo Presidente americano apertamente schierato a favore del matrimonio omosessuale, tre stati americani approvavano le nozze fra persone dello stesso sesso, la Corte costituzionale spagnola difendeva la legittimità costituzionale della legge sul ‘Matrimonio egualitario’ e il governo Francese approvava il testo che fra qualche giorno sarà presentato al Parlamento, in Italia una parte delle forze politiche del paese sono state capaci di bocciare una norma contro la violenza omofoba e transfobica.

Un modo per valutare e confrontare la situazione nostrana in materie di leggi sia contro l'omofobia che per l'estensione del diritto al matrimonio per le coppie omosessuali, con quella degli altri Paesi.

Il comunicato fa esplicito riferimento al disegno di legge per legalizzare le unioni che è stata approvato in Francia dal governo Hollande e segnerà un cambiamento epocale del codice  civile che da unione "fra un uomo e una donna" passerà a quella di unione "fra due persone". A questo punto la deputata del Pd, impegnata da sempre su questo fronte, conclude, e svela:

Oggi infatti è stato bocciato in Commissione Giustizia alla Camera il testo base contro l’OMOFOBIA e la transfobia, che prevedeva l’estensione della legge Mancino. Pdl, Lega e Udc hanno votato contro, con le sole astensioni di Carfagna e Ria, mentre il Partito Democratico e l’Italia dei Valori, che avevano proposto lo stesso identico testo normativo, hanno votato a favore. La battaglia del Pd e dell’Idv ovviamente continuerà in Aula dove, per la terza volta, chiederemo di approvare una norma di civiltà di cui il nostro paese ha assolutamente bisogno. Ci vediamo in Aula.

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