Pier Paolo Pasolini nell'anniversario della morte

Pier Paolo Pasolini

L’alba del 2 novembre 1975 portava con sé la notizia della barbara uccisione di Pier Paolo Pasolini. È un dovere, per noi, ricordare la sua memoria, perché, come ricordava Angelo Pezzana (del Fuori) sull’Espresso del novembre 1975, Pasolini è stato ucciso anche perché gay. Scrive in proposito Andrea Pini:

Ancora oggi autorevoli personaggi della politica e della cultura fanno fatica ad accettare la tremenda e semplice verità: che i gay vengono ammazzati proprio perché gay, ed è questo che è accaduto anche a Pasolini, anche se non sapremo mai i dettagli, essendo unico testimone ed assassino reo confesso quel balordo di Pino Pelosi. Anche per questo trovo importante avere presente che Pasolini tuttora "è uno di noi". Prima di chiunque altro rivendichiamo il diritto di appartenenza del ricordo di Pasolini, perché lui ha vissuto sulla sua pelle le ingiustizie, le ipocrisie, le offese che tutti noi gay di quelle generazioni (e in forme diverse anche della generazione dei nuovi ventenni) abbiamo vissuto o temuto. Prima di chiunque altro Pasolini ha rappresentato con la sua esistenza irrequieta e "scandalosa" le contraddizioni di un omosessuale nuovo e indomito, che non si è piegato, non si è cosparso il capo di cenere, non si è vergognato della sua omosessualità.

Ed è con una sua poesia (Alla mia nazione, tratta da La religione del mio tempo, 1961) forte e senza peli sulla lingua che vogliamo rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini, uno di noi.

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Foto | Getty

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