Messico e omofobia giovanile

Inghilterra 1964: i mods e i rockers insorgono a Brighton. Messico, marzo 2008: punk, metallari e skinheads organizzano una serie di aggressioni contro gli Emo, gruppi dall’estetica dark un tantino malinconica.

Le spedizioni punitive sono organizzate su internet, tramite siti di social networking e blog come quello del Movimiento antiemosexual.
La polizia interviene durante gli scontri nella capitale, nella piazza di Glorieta de Insurgentes, dove storicamente si ritrovano i vari gruppi giovanili. Ma le violenze iniziate a Quéretaro, una città a nord di Città del Messico, continuano anche a Colima e a Durango.

Nei giorni successivi a Quéretaro e a Città del Messico vengono organizzate dagli attivisti Emo e da alcuni movimenti di difesa dei diritti dei gay, manifestazioni a favore della tolleranza e del rispetto. In Messico il machismo e l’omofobia sono particolarmente diffusi e basta che i ragazzini siano truccati o abbiano acconciature stravaganti per venire identificati come omosessuali e diventare facilmente bersaglio di intolleranza. La Tatangelo lo sa bene. Per sabato prossimo è prevista un’altra marcia nel centro della capitale.

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