Vegliare contro l'omofobia

Logo della veglia contro l'omofobiaIl prossimo 2 aprile i mezzi di comunicazione faranno a gara per ricordare Giovanni Paolo II nel terzo anniversario della morte: saremo bombardati. E sarà un'occasione per non parlare di altre iniziative "scomode" presenti all'interno della chiesa.

Dal 2 aprile, infatti, e fino al 6 in varie città italiane così come in giro per il mondo ci saranno veglie ecumeniche di preghiera per ricordare le vittime dell'omofobia e per lanciare un segno forte alle loro “chiese”, rifiutando di "rimanere in silenzio” quando milioni di uomini e donne soffrono (minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) solo perché sono omosessuali.

Sul portale Gionata, dedicato al rapporto tra fede ed omosessualità, c'è l'elenco aggiornato delle veglie. La veglia conclusiva si terrà a Roma con l'intento di infrangere il muro di silenzio e d'imbarazzo che spesso permane nella nostra società, e sopratutto nelle nostre chiese, su questo tema. Perché “viene il giorno in cui sarà forse impossibile parlare apertamente, ma noi pregheremo, faremo ciò che è giusto” (Dietrich Bonhoeffer), come leggiamo sul blog dell'iniziativa.

Se per una serata non si va in discoteca, in un pub, in sauna, in chat non succede nulla. Se in quella stessa serata ci si incontra, in maniera inusuale per molti, per infrangere il muro di silenzio e d'imbarazzo che spesso permane nella nostra società potrebbe essere un segnale veramente forte.

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