Cuba discute dei diritti per gay, lesbiche e trans

Se la Asamblea Nacional approverà il progetto di Mariela Castro, entro la fine del 2008 Cuba diventerà uno dei paesi con la legislazione più avanzata nella tutela dei diritti per gay, lesbiche, bisessuali, transgender. La figlia dell'attuale presidente Raul Castro, infatti, ha preparato un progetto di legge che riconosce i principali diritti alle persone lgbt e combatte l'omofobia nella società e sul posto di lavoro.

Sarebbe una vera rivoluzione per Cuba, dove gli omosessuali e le lesbiche sono sempre stati perseguitati. Prima sotto il regime del dittatore Batista, poi dopo la rivoluzione e durante il potere di Fidel Castro, quando la repressione è arrivata al punto di creare campi di rieducazione per i gay, con retate di polizia e arresti in massa.

Mariela Castro, però, che dirige il Centro nazionale per l'educazione sessuale, si è sempre battuta in difesa di gay, lesbiche e trans e adesso ha preparato un progetto che, se approvato, segnerebbe un enorme passo avanti. La legislazione, infatti, pur non prevedendo il matrimonio e il diritto di adozione per le coppie dello stesso sesso, punisce la discriminazione anti-omosessuale, riconosce le unioni civili dello stesso sesso, compresi i diritti ereditari, e dà alle persone trangender il diritto di sottoporsi al cambiamento di sesso e la possibilità del cambio sui documenti anche senza operazione chirurgica.

Non è detto che l'Assemblea approvi questa iniziativa, ma se lo farà Cuba si porrà all'avanguardia nella promozione dei diritti lgbt, almeno per quanto riguarda l'America latina. E sarebbe una giusta correzione di rotta dopo decenni di persecuzioni.

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