Trovare l'amore ad Amsterdam

Copertina del libro Piovono giornate di solePiovono giornate di sole è l’opera prima di Valentino Odorico. Narra, a mo’ di diario, di un giovane universitario, musicista in erba, che diventa per caso uno scrittore di successo. Ma non solo. Ci sono esperienze di vita dentro: la morte per Aids di un caro amico, la scoperta di amare una persona del proprio sesso, la vita ad Amsterdam… Un libro che si legge senza difficoltà e che alla fine lascia un senso di leggerezza. La scrittura di Valentino è semplice, di quella semplicità che è al contempo conquista e indice di futuro. Senza dubbio le opere che verranno saranno migliori e interessanti.

Fra lo studio e il lavoro Valentino Odorico ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo rivolto in merito al suo libro e alla sua musica (sì, perché è anche un bravo musicista).

A fine libro ci sono ringraziamenti a persone molto note del mondo dello spettacolo... Raccontaci un po’ di te
Mi chiamo Valentino, classe 1981. Ho un diploma di ragioniere e perito commerciale e tra poco mi laureerò in tecnologie multimediali e comunicazione. I ringraziamenti a quelle persone derivano, in un certo senso, dal mio percorso di vita. Amo molto la musica: la sento, la scrivo e la pratico. Ho inciso un singolo qualche anno fa, ho fatto molti festival e ora ho alcune idee in testa per delle cose nuove. Ogni tanto faccio anche delle cose in televisione [ultimamente lo abbiamo visto a Music Farm, ndr]. Viaggio molto e spesso mi “scontro” con varie persone più o meno note. Alcune di queste mi hanno insegnato molto sia direttamente che indirettamente e sia dal punto di vista professionale che umano. Amo leggere, scrivere, dipingere, fare candele, andare al cinema e ho una passione folle per Dalì.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?
Un giorno, dopo aver scritto una canzone, mi sono messo a buttare giù qualche riga per raccontare un po’ di me, del mio mondo, delle cose che accadevano a chi mi stava vicino. Volevo come fissare su carta le sensazioni di un momento e contemporaneamente scrivere anche come “sfogo” per sottolineare degli atteggiamenti che non mi piacciono nel comportamento di alcune persone. Critiche gratuite e spesso offensive sia verso me, sia verso tutto ciò che è diverso (sessualmente, per religione, razza o semplicemente modo di pensare). Poco a poco è nata una storia che è diventata, poi, il mio primo romanzo.

Con quale sottofondo musicale si potrebbe leggere il tuo libro?
Le canzoni sono molte. La cosa migliore, credo, sia quella di ascoltare la musica che sentivo mentre scrivevo: Joy di Giovanni Allevi e la colonna sonora di Saturno contro.

... e una tua hit parade di canzoni “gay”?
Questa sì che è una bella domanda! Amo pazzamente le canzoni di Mika. Per il resto ce ne sono molte: amo Freddie Mercury e i Queen, Elton John… se dovessi fare una hit scriverei un altro libro per quanto è lunga.

Consigliaci un libro da leggere e uno da evitare

Un libro da evitare non saprei, perché penso che comunque leggere faccia bene. Te ne segnalo due da leggere assolutamente: Il mondo dei ragazzi normali di K. M. Soehnlein – il mio libro preferito: quando l'ho terminato mi è quasi mancata l'aria, non potevo più farne a meno – e il bellissimo 49 gol spettacolari di Davide Martini: è scritto benissimo e la storia è diretta, semplice, fresca. Un libro che mi ha lasciato molto.

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