Affittasi. Astenersi froci.

Le promesse teatrali da campagna elettorale sono arrivate a un punto di non ritorno a dir poco grottesco. Di fronte ai propositi da show, all’ostentata attenzioneper il pubblico, al sovraccarico mediatico tra cartellonistica e slogan, dimenticata la speranza, l’unica reazione è l’auspicio, quanto ci si crede, quanto ci si affida. Quanto sospendere il senso critico e partecipare. Far finta di partecipare. Forse per questo gli italiani dimenticano. Forse è un modo di difendersi, e di sopravvivere.

Ma invece la concretezza quotidiana ci ricorda sempre quanto sia tutto così velleitario, artificiale e poco aderente alla realtà. A Milano uno stlista, peraltro una persona con un nome frequentato, Francesco Martini Coveri, si è sentito rifiutare un affitto. Motivo, quella cima del proprietario dell’immobile ha fatto una deduzione assai arguta, vale a dire stilista uguale frocio.

Ma il fatto grave non è l’idiota equazione provinciale, il problema è che questi proprietari borghesi della Milano liberal-fashon-perbenista-bacchettona la casa non te la danno se sei romeno, nero o frocio. Ma poi si scopre che lo stilista ha una compagna addirittura, e che questa rilascia dichiarazioni: "Una roba pazzesca, ma siamo nel 2008 o nel Medioevo?", le parole della fidanzata Michela. Sì Michela, se non te n’eri ancora accorta, son tempi bui.

Coveri jr., che ha ereditato l'impero dello zio Enrico e guida, insieme alla madre Silvana, la Maison Coveri, è allergico ai pregiudizi e se n‘è andato. La società d'intermediazione immobiliare era una delle più note di Milano, specializzata in vendite immobiliari prestigiose. Un prestigio da due soldi.

via: ansa

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