Il pene nella storia

Copertina del libro Storia del peneDavid M. Friedman è l'autore di un libro interessante e curioso allo stesso tempo: Storia del pene. Da Adamo al Viagra (edizione italiana: Castelvecchi 2007, euro 16,50). Il libro narra la storia culturale e sociale del pisello. Nel corso della storia è stato visto come fonte di vita, simbolo di patto con Dio, emblema della vergogna, scettro o bastone del comando... Un libro serio e divertente al contempo.

Così veniamo a sapere che per gli antichi greci un pene grande non era bello, mentre quello piccolo è meglio, così lo sperma non si raffredda divenendo meno fecondo (lo sosteneva Aristotele e... ipse dixit!). Tanto che ne troviamo eco anche ne Le nuvole di Aristofane:

Se farai come ti dico io avrai sempre un torace muscoloso, la pelle splendida, larghe spalle, lingua corta, chiappe sode e un pisellino piccolo. Se, invece, segui il moderno andazzo, avrai la carnagione malaticcia, spalle strette, un torace da nulla, lingua di bue, cosce scarne e un pisello enorme.

Per i romani, invece, un bel membro era meglio. Tanto che c'era una divinità, Priapo, che ce l'aveva abnorme. Statue di Priapo erano poste a protezione contro i ladri. Ecco una poesiola in merito:

Questo scettro, ricavato da un albero
e che adesso verdeggia senza foglie,
questo scettro, che le donne impudiche desiderano,
che certi Re gradiscono impugnare,
che froci aristocratici sbaciucchiano,
si ficcherà su per il culo di un ladro
dalla punta fino all'elsa delle palle.

Altri due passi di questo libro. Nel medioevo

i penitenti inglesi attribuivano dieci anni di penitenza per il coito interrotto, quindici per il coito anale e, per quello orale, la pena era a vita. “Coloro che eiaculano il seme nella bocca si macchiano del male peggiore”, sosteneva l'arcivescovo Teodoro di Canterbury. In base alle stesse direttive bastavano sette anni per l'omicidio premeditato.

Non me ne vogliano gli animalisti, infine, se riporto una ricetta “efficacemente stimolante” proposta - e provata! – dal monaco e medico arabo Costantino l'Africano (1010/1020-1087):

Prendi i cervelletti di trenta passeri maschi e mettili a macerare a lungo in un vaso di cristallo. Prendi una eguale quantità del grasso che avvolge le reni di un capretto appena ucciso, fallo sciogliere al fuoco, aggiungici i cervelli e tanto miele quanto occorre, mescola il tutto in un piatto e mettilo a cuocere finché indurisce. Farne delle pillole grandi quanto una nocciole e somministrarne una prima del rapporto sessuale.

Altro che Viagra!

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