Ennio Marchetto: un “travestito” di carta

Una galleria di personaggi di Ennio Marchetto

Immaginate Biancaneve che diventa Patty Pravo ed elabora un pensiero stupendo con la strega e i nani. Oppure la Carmen che nasce da un Minotauro e sfocia nella Guernica di Picasso. E poi ancora Kylie Minogue, Raffaella Carrà, Whitney Houston, Tina Turner. Insomma, uno stupefacente caleidoscopio di inventiva accompagnato da brani musicali famosi e accattivanti. Ecco lo spettacolo A qualcuno piace carta del trasformista Ennio Marchetto, italianissimo ma più conosciuto all’estero che da noi (i migliori ce li lasciamo sempre scappare…!)

Ogni show di Ennio Marchetto contiene una cinquantina di personaggi, fatti con più di duecento pezzi di carta ritagliati e dipinti. La fantasia sfrenata del performer lascia la platea continuamente spiazzata: in un vorticoso cambio di costumi di carta, grazie al suo estro, personaggi agli antipodi si tramutano l’uno nell’altro con gesti rapidissimi.

Prima di partire per una tournée che lo porterà in giro per il mondo (Città del Capo, Istanbul, Boston, Berlino, Berkeley…), Ennio Marchetto ha tenuto alcuni spettacoli in Italia. In occasione di quello di stasera al Teatro Lyrick di Assisi (Pg), ha gentilmente risposto ad alcune domande per i lettori di Queerblog.

La carta è un materiale fantastico che si presta a numerosissime applicazioni. Perché proprio la carta?
Per essere l’unico trasformista che adopera la carta invece che il solito costume e, soprattutto, per essere un cartone animato vivente. Mi piace definirmi un cartone animato vivente.

Come ci si sente ad impersonare – sia pur in maniera caricaturale – dei personaggi tanto famosi?

L’ho sempre fatto per gioco. Ho iniziato per scherzo, per carnevale, per far divertire gli amici. Continuo ancora a divertirmi e a giocare: ci metto molta fantasia e tutto me stesso. È uno spettacolo che porto sulle scene da vent’anni e ancora sta in piedi. Anzi, ancora sto in piedi! Perché è faticoso… non son più un ventenne!

Nella galleria di personaggi che interpreti molti sono icone gay: come mai?
Sì, è vero! Sono personaggi che amo molto. E poi sono anche personaggi che tutti conoscono e che proprio per il look, per il carattere, per la canzone primeggiano. Li scelgo perché mi piacciono molto: ci sono gli anni ’70, gli ’80 anche se lo spettacolo viene di continuo aggiornato. L’ultimo personaggio inserito è Amy Winehouse.

Se non erro, ti sei esibito anche dinanzi alla regina Elisabetta…
Due volte dinanzi alla regina Elisabetta. E poi anche mi son esibito al cospetto della regina d’Olanda e della regina di Danimarca. Ho incontrato il principe Carlo e, l’ultima volta che l’ho incontrato, c’era anche il personaggio che amo di più e che chiude sempre il mio spettacolo: Liza Minnelli. Mi son emozionato molto.

Passando al panorama politico, come vedi l’attuale situazione politica italiana nei confronti dei gay?
La vedo molto male rispetto agli altri paesi. Ci vorrebbe un José Luis Zapatero anche qui. Ma noi abbiamo il papa… e pazienza!

Secondo te, cosa manca al movimento gay italiano?
Abbiamo dei bravi personaggi, senza dubbio. Ma abbiamo anche dei personaggi sono così ignoranti e poco sensibili al nostro mondo. Credo che bisognerebbe trovare dei personaggi molto più forti. Ci vorrebbe un aiuto… paradossalmente ci vorrebbe un aiuto da parte della Chiesa!

Un consiglio: tenete sott’occhio sia il sito che il blog di Ennio Marchetto per conoscere le date di suoi spettacoli in Italia. È un vero genio, ed è un peccato non vederlo!

Qui una serie di video degli spettacoli di Ennio in giro per il mondo.

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