L'amore per i bei libri gay

Copertina del libro Paradiso amaroLa Playground è una casa editrice romana che pubblica testi a tematica gay. Abbiamo rivolto alcune domande all'editore, Andrea Bergamini.

Quali sono le origini della Playground e da dove viene il nome?
Il progetto Playground nasce nel 2003 ed è alimentato dal desiderio di pubblicare bei libri. O meglio, se torni a quel periodo, troverai una sorta di manifesto dove elaboravamo diversi obiettivi. In realtà nel fare questo mestiere l'obiettivo vero è uno solo: pubblicare bei libri e che, ci si augura, possano aiutare i lettori.

Letteralmente Playground è il campo giochi, ma è anche il luogo dove i ragazzi imparano a praticare uno sport. Luogo di formazione e apprendistato, di competizione accanita ma non definitiva, di amicizie cattive e passioni scomposte, di solidarietà e sbucciature. Nel playground si gioca e si combatte, e soprattutto le squadre si formano e si sciolgono con rapidità e secondo logiche impreviste, a volte meschine, più spesso sentimentali. Il playground (con la sua prassi e la sua storia) ci sembrava esprimere felicemente alcune delle caratteristiche principali della realtà e di riflesso della letteratura: il conflitto, il dialogo, la competizione, l'amicizia, il movimento, l'imprevidibilità. Playground, non è infatti una casa editrice a tesi, ma un luogo dove raccogliere vite, esperienze.

Un identikit del lettore abituale della Playground
Diversi sono i libri, e quindi diverso è anche il lettore. In genere, ma non abbiamo certezze (anzi, abbiamo registrato molte eccezioni), consideriamo diversi i lettori della collana High School da quelli della collana principale. I lettori della prima sono soprattutto giovani e gay, i lettori della seconda hanno un'età molto variabile e sembrano soprattutto appartenere alla cosiddetta categoria del lettore forte.

Tra i libri pubblicati da voi, uno a cui siete particolarmente legati è...
A tutti. Lo so che è una risposta scontata, ma è così. Posso però dire che a un libro ho dedicato una cura particolare ed è Paradiso Amaro dello scrittore sudafricano Tatamkhulu Afrika. Per me è un capolavoro misconosciuto della letteratura del Novecento. È il racconto dell'esperienza dello stesso autore in un campo di concentramento italiano e poi tedesco (per prigionieri di guerra) durante la Seconda Guerra Mondiale. Il luogo dove il protagonista si innamorerà di un soldato inglese. Un testo che ha la forza dell'esperienza vissuta e la potenza di uno stile poetico particolarmente incisivo.

Qualche anticipazione sui prossimi titoli che avete in programma...
Ora stiamo per uscire con Tra mamma e Jo. Un testo semplice, ma molto toccante sull'essere figlio di due madri lesbiche. Ad aprile concluderemo l'autobiografia d'ambiente e personale di Rachid O con il suo Quel che resta. L'autore marocchino, una colonna portante della Playground, torna a raccontarci dei protagonisti che hanno attraverso i suoi libri precedenti: il padre, lo zio, il vecchio cieco. A questo si aggiungono delle pagine belle e inaspettate su Roma. In particolare segnalo un memorabile incontro fra Rachid e un prostituto dell'est a Piazza della Repubblica, a Roma.
Sempre ad aprile per la collana High School uscirà un divertentissimo libro in forma di blog, che vede protagonisti due sedicenni americani. Ironia e sentimenti. Nel genere, è sicuramente un volume impedibile e fra i più riusciti della collana.
E a fine maggio il nuovo romanzo del grande Edmund White, Hotel de dream. Un successo internazionale che ha spinto la critica inglese e americana ad avvicinare l'opera di White a Morte a Venezia di Thomas Mann e a Memorie di Adriano della Yourcenar. Sempre per giugno, per la collana High School, Playground propone un graphic novel ambientato in un liceo romano. Un piccolo gioiello particolarmente riuscito.

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e dell’editoria “gay” in particolare?
Credo che presto il lettore tornerà ad avvicinarsi ai grandi narratori. E quindi l'editoria tornerà ad affidarsi a una politica degli editori. Quanto alla editoria gay, credo che si intensificherà la tendenza della cosiddetta letteratura post-gay, che ha in Michael Cunningham il suo campione. Si pubblicheranno sempre di più romanzi che pur avendo protagonisti gay, non hanno nell'omosessualità il loro tema principale.

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