Una chiesa aperta ai gay, da don Santoro la comunione è per tutti

Una chiesa aperta ai gay, da don Santoro la comunione è per tutti Una chiesa che apre le porte ai fedeli, senza discriminazioni, di provenienza, appartenenza, né tanto meno orientamento sessuale, sembra un sogno in Italia, invece, come racconta l'articolo di Maria Cristina Carrù, uscito su la Repubblica, la storia è un'altra e si torna alla speranza, al credere, al condividere. Com'è giusto che sia: d'altronde si tratta di valori su cui si fonda la chiesa cattolica stessa.

Lo fa don Alessandro Santoro (in foto), nel quartiere fiorentino di periferia, alle Piagge.

Un vero prete di strada, don Santoro, che officia la messa in un prefabbricato che si trasforma in chiesa ogni domenica. E dove non vengono richiesti «certificati di omosessualità» con cui escludere dai sacramenti i gay dichiarati. Alle Piagge - con il suo Centro sociale Il Pozzo - il lavoro sul territorio di don Santoro costituisce l’unico punto di riferimento per tante vite difficili.

Una sfida portata avanti con ottimi motivi - «Gesù chiama a sé per far venire fuori la verità di sé di ogni persona, qualunque essa sia» dice - e altrettanto ottimi risultati come raccontano diverse testimonianze. Una sfida che nei giorni, alle Piagge, ha avuto come sponda alcune delle coppie di omosessuali che Santoro segue da tempo, e a cui ha aperto anche i corsi prematrimoniali per fidanzati.

«Qui siamo stati accolti e ci siamo riavvicinati alla Chiesa da cui ci eravamo allontanati» dicono Luciano Tanganelli, 50 anni, e Davide Sapienza, 32, sposati civilmente a New York e di cui Santoro ha benedetto l’unione, genitori di due gemelli di 4 mesi. «Da giovane ho vissuto la fede con convinzione, ma dai quindici anni, quando mi sono dichiarata, ho sentito addosso solo condanna», spiega Ambra Colacione, ventunenne studentessa di Architettura, «ora finalmente faccio di nuovo la comunione, con uno spirito diverso e più convinto». «Non ci fosse stato don Santoro» spiega Silvano Santi, studente che di anni ne ha ventisei, «sarei diventato valdese. Perché la Chiesa condanna chi ci ha riconquistato a lei?».

Foto | Nuova Proposta

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