Dopo le canzoni "gay" cala il sipario

Logo di GayLibL'entusiasmo di alcuni per le canzoni "gay" che hanno aperto la campagna elettorale del Pdl è destinato a ridimensionarsi. Come hanno fatto notare i commentatori del post I Village People all'inizio della campagna elettorale del Pdl, non è l'abito a fare il monaco...

E della delusione si fa portavoce Daniele Priori, vicepresidente di GayLib - gay liberali di centro destra. Afferma Priori:

Hanno stilato una sorta di liberal list al contrario! La conventio ad excludendum berlusconian-finiana ha deciso di lasciare fuori quasi tutti i personaggi d'area liberale che hanno a cuore anche il tema dei diritti gay e poi ha chiuso le liste. La campagna elettorale del Popolo della Libertà comincia davvero male.

E continua:

Avremmo preferito sabato ascoltare meno inni gay in musica ed essere rasserenati dalla presenza nel prossimo Parlamento di volti affidabili e realmente liberali come Dario Rivolta, già autore di una proposta di legge sui Pacs, Daniele Capezzone, giovane e promettentissimo leader radicale, Alfredo Biondi, Egidio Sterpa o, perché no, il nostro presidente Enrico Oliari. Nessuno di loro, invece, è finito in lista. Ce ne dispiacciamo di cuore.

Anche noi preferiremmo non essere trattati da deposito voti o fenomeni da baraccone musical-popolare.

via | GayNews

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