Vince chi affronta le sfide

. Zapatero

Zapatero ha vinto. In maniera netta (anche se non ha ottenuto la maggioranza assoluta nel Parlamento). E continuerà a guidare la Spagna per altri quattro anni. Il suo lavoro nello scorso quadriennio è stato premiato. Soprattutto è stato premiato il lavoro in campo sociale, come il divorzio express, il matrimonio gay, la parità dei sessi e l'aiuto ai meno favoriti.

Secondo Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay

ha vinto simbolicamente anche il matrimonio gay, ovvero la piena parità di diritti per le coppie gay e lesbiche, che in Italia rende nervosa, se non ostile, la gran parte della classe politica. Come omosessuali italiani sottolineiamo come la vittoria di Zapatero sia la conferma che le società moderne e aperte al progresso ritengono giusto sostenere una politica forte, chiara e conseguente rispetto alle promesse elettorali.

E Franco Grillini gli fa eco:

Le lezioni del 9 marzo passano quindi alla storia come una sorta di referendum popolare su leggi come l'uguaglianza matrimoniale tra eterosessuali ed omosessuali, l'adozione per le coppie gay, il divorzio breve, l'educazione civica alla laicità nelle scuole, la riduzione degli ingiusti privilegi per la gerarchia cattolica.

Dopo la vittoria, Zapatero ha affermato che governerà per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne, dei giovani e degli anziani. E ha concluso: "Gli spagnoli hanno deciso di avviare una nuova tappa, illuminata dal dialogo sociale e politico”.

L'economia spagnola dopo un periodo di notevole sviluppo si trova ora in difficoltà. Ma le urne hanno premiato un progetto politico-sociale che è quello di mettersi in gioco e non di arroccarsi su posizioni di difesa. Immigrazione, omosessualità, giovani, donne sono sfide e vanno intese come ricchezza di una nazione e non come semplice terreno di conquista elettorale.

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