Senso Unico: storia d'amore tra etero e gay

Copertina del libro Senso Unico di Laura SchiaviniPrima che la televisione e il cinema si impossessassero del tema, la scrittrice Laura Schiavini, ha scritto un romanzo breve che parla della storia d’amore e d’amicizia tra una ragazza etero e un ragazzo gay. Il titolo del romanzo è Senso unico ed è un po’ difficile da trovare nelle librerie. On line lo si trova qui.

Laura, sposata da più di trent’anni con Livio, vive a Trieste, e scrive di narrativa per due riviste a carattere nazionale, oltre a pubblicare qualche romanzo. Le abbiamo posto alcune domande in merito al suo romanzo breve Senso unico.

Solitamente, quando si parla di gay si usa l’espressione “doppiosenso” – c’era pure una rivista che aveva questo titolo… Tu invece hai titolato il tuo romanzo Senso unico. Come mai?

Senso Unico è la storia d'amicizia e d'amore che dell'amore, appunto, ricorda la possibilità di vie infinite, anche a senso unico, che non sempre seguono i percorsi della cosiddetta normalità.

Come mai a un certo punto della tua carriera di scrittrice hai sentito l’esigenza di scrivere un libro a tematica omosessuale?
Non mi sono posta il problema, intendo dire che non gli darei questa etichetta. Ho solo cercato di esplorare i sentimenti di due persone e le implicazioni che possono derivare dall'avere gusti sessuali differenti. A darmi l'input è stato un film: Carrington, che racconta l'amore nutrito per quindici anni dalla pittrice Dora Carrington per Lytton Strachey, intellettuale e saggista inglese dei primi del novecento, omosessuale; amore frustrato, unilaterale, ricambiato con l'amicizia e con la gratitudine per la dedizione anche pratica di lei.

Sei una scrittrice eclettica, possiamo dire così. Nel tuo primo romanzo hai parlato degli U2, nel secondo hai affrontato il tema dell’omosessualità e nel terzo ti prendi beffa di un autore famoso… Ci parli brevemente del tuo percorso letterario?
Il mio percorso letterario nasce da una zona oscura, ma anche divertente e dissacrante. Quando nessuno mi filava, scrivevo per una collana di libri hard, una delle prime (e più prestigiose) in Italia. È l’unico tratto autobiografico del mio ultimo libro La fortuna è un talento. Scrivere hard mi ha dato gli strumenti (e la professionalità) per creare le scene erotiche del libro.
Ma, sebbene non rinneghi nulla, ho fatto il pieno di letteratura erotica. E ho voglia di cambiare pagina.
Ecco, credo che il mio percorso letterario sia all’insegna del cambiamento continuo.

Dal tuo punto di vista di scrittrice, che te ne sembra della letteratura gay – se esiste un tale tipo di letteratura…

Mi cogli impreparata, non ho letto nulla "del genere" ma ritengo che la letteratura si distingua solo in: buona letteratura e cattiva letteratura. Perciò ben venga la buona letteratura a prescindere dal fatto che sia gay o etero. D'altronde, se io fossi gay, mi piacerebbe leggere romanzi che trattano questo argomento.

Un libro che consiglieresti da leggere al pubblico di QueerBlog – oltre al tuo, ovviamente!
Ne cito due: il primo di un autore noto, il commediografo Alan Bennet, La cerimonia del massaggio. Il secondo di un'autrice meno nota che ha scritto una raccolta di racconti, a mio avviso, molto belli e delicati. Si chiama Amanda Gris e il libro s'intitola Il dolore privato.

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