Una poesiola porno (anzi due)

Sorpresa!Meglio andare in guerra che il lunedì mattina... Per cominciare la settimana in maniera soft, un post porno-trash – non hard! – potrebbe starci bene.

Ve lo ricordate il film di Marco Risi Mery per sempre? Il professore Marco Terzi (Michele Placido), per riuscire a farsi capire dai giovani detenuti del carcere minorile e per avere un colloquio diretto con loro, in classe declama una poesia del poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863) dal titolo Er padre de li santi nel quale vengono recensiti vari nomi del membro maschile. Data di composizione della poesia è il 6 dicembre 1832.

In quello stesso giorno – evidentemente ispirato! – il Belli scrisse anche La Madre de le sante che elenca i nomi dell'organo sessuale femminile. Dopo il salto (per non turbare le caste orecchie e i puri occhi dei lettori di questo blog...) entrambe le poesie.

Er padre de li Santi

Er cazzo se po' dì radica, ucello,
cicio, nerbo, tortore, pennarolo,
pezzo-de-carne, manico, cetrolo,
asperge, cucuzzola e stennarello.

Cavicchio, canaletto e chiavistello,
er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
attaccapanni, moccolo, brugnolo,
inguilla, torciorecchio, e manganello.

Zappa e batocco, cavola e turaccio,
e maritozzo e cannella, e pipino,
e salame, e sarciccia, e sanguinaccio.

Poi scafa, canocchiale, arma, bambino:
poi torzo, crescimmano, catenaccio,
mànnola, e mi'-fratello-piccinino.

E te lascio perzino
Ch'er mi' dottore lo chiama cotale,
fallo, asta, verga, e membro naturale.

Quer vecchio de spezziale
Dice Priapo; e la su mojè pene,
segno per dio che nun je torna bene.

Una paio di note: con pennarolo si intende l'astuccio per le penne d'oca; il canaletto è lo strumento utilizzato per raccogliere riso, legumi, ecc.; il torciorecchio, cioè listello, invece, è un pezzo di legno utilizzato per chiudere fessure e rinforzare i mobili; infine la cavola è il rubinetto della botte, per spillarne il contenuto.

La madre de le Sante

Chi vò chiede la monna a Caterina,
per fasse intenne da la gente dotta
je toccherebbe a dì vurva, cavvina,
e da giù co la cunna e co la potta.

Ma noantri fijacci de mignotta
Dimo cella, patacca, passerina,
fessa, spacco, fissura, bucia, grotta,
fregna, fica, ciavatta, chitarrina,

sorca, vaschetta, fodero, frittella,
cicia, sporta, perucca, varpelosa,
chiavica, gattarola, finestrella,

fischiarola, quer-fatto, quela-cosa,
urinale, fracoscio, ciumachella,
la-gabbia-der-pipino, e la-brodosa.

E se vòi la cimosa,
chi la chiama vergogna, e chi natura,
chi ciufèca, tajola e sepportura.

Anche qui un paio di note esplicative: vaccina è un fusione di vagina e vacca; varpelosa sta per valle pelosa, mentre la gattarola è la piccola apertura della porta che consente il passaggio dei gatti.

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