Guy Burgess, la spia che venne da Cambridge

Guy Burgess

Membro del celebre gruppo denominato "I cinque di Cambridge" a cui si ispirò il bel film Another Country (con un giovanissimo Rupert Everett), l’inglese Guy Burgess fu una delle più pericolose spie di tutto il Novecento.

Le informazioni che riuscì a trasmettere ai russi nel corso della sua carriera, prima come segretario di un alto funzionario del ministero degli esteri, poi come addetto di ambasciata in America, furono di grande importanza.

Collerico e gran bevitore, Burgess fu definito dall'FBI (con cui era entrato in conflitto, dopo avere insultato la moglie di un caporione del famoso ufficio federale di investigazione) sboccato e con una viscerale passione per gli autostoppisti. Del resto, Burgess non fece mai nulla per nascondere la sua omosessualità che, anzi, amava esibire ad ogni piè sospinto.

Scoperto e costretto a fuggire in Russia di notte, insieme all’amico e collega Donald Maclean, Burgess non riuscì a integrarsi nella società sovietica, dove l’omosessualità, tra le altre cose, era mal tollerata. Distrutto dall’alcol, morì nel 1963 all’età di 52 anni.

  • shares
  • Mail