A Malta se la vittima dà del gay, l’aggressore può aver parzialmente ragione

A Malta se la vittima dà del gay, l’aggressore può aver parzialmente ragione

La notizia si commenta da sola: un giudice di Malta ha attenuato la pena a un uomo che ha investito intenzionalmente un altro che pubblicamente aveva insinuato che fosse gay. Ecco i fatti.

Il 21 marzo 2004 Alan Gauci, cittadino maltese di trentasei anni, investì intenzionalmente Jeremy Lalic, australiano. I due, infatti, poco prima avevano litigato in un bar e, stando alle testimonianze, Lalic si era mostrato aggressivo con vari avventori. In particolare si era rivolto ad Alan Gauci dicendo che fosse gay. Gauci, il maltese, si infuriò tremendamente con Lalic, l'australiano, tanto che, incrociatolo per strada dopo la lite, lo investì e gli procurò una lesione permanente al braccio sinistro.

Il giudice Carol Peralta ha preso in considerazione i fatti e visto che tutte le testimonianze erano concordi – comprese quelle di Alan Gauci e Jeremy Lalic – ha emesso la sentenza. Con un particolare, però. Secondo il giudice, infatti, “la mentalità” dell'isola rendeva l'insinuazione di Jeremy Lalic “inaccettabile” e quindi Gauci si è sentito quasi in dovere di difendere la propria reputazione.

Per questi motivi, considerato anche il tempo trascorso dai fatti, il giudice ha attenuato la pena prevista in questi casi e ha condannato Gauci a tre anni di libertà vigilata durante i quali dovrà mantenere una condotta integerrima.

Via | Dos Manzanas
Foto | Flickr

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