Ludovico II di Baviera, il Ludwig di Visconti

Ludovico II di Baviera

Eccentrico, teatrale e amante della bellezza maschile, Ludovico II di Baviera (1845-1886) a quasi centocinquant’anni dalla misteriosa morte continua a essere un enigma. Il suo suicidio avvenuto solo poche ore dopo la deposizione per follia non convince oggi gli storici. Ludwig fu sicuramente un re inconsueto, sui generis che seppe però affascinare il suo popolo.

La sua smodata passione per l’architettura lo portò a costruire castelli da fiaba in tutta la Baviera, il suo amore per la musica a patrocinare il talento di Wagner e la sua omosessualità a frequentare, fin dalla prima adolescenza, uomini aitanti e bellissimi come l’aiutante di campo Paul Maximilian Von Thurn und Taxis (l’amicizia si interruppe solo quando Paul iniziò a frequentare alcune ragazze della corte), lo stalliere Richard Hornig e l’attore ungherese Josef Kainz.

Legatosi fraternamente alla cugina Elisabetta, futura imperatrice d’Austria, Ludovico iniziò, una volta salito sul trono, a dare sfogo a tutto il suo amore per lo sfarzo, costruendo magioni favolose come l’incantato ed incantevole castello di Neuschwanstein. Solo lassù tra le alpi bavaresi Ludovico sembrava trovare un po’ di pace, ma le sue eccentricità e le spese folli (le casse dello stato erano pressoché vuote) convinsero il governo ad intervenire.

Il 10 giugno 1886, il re venne pubblicamente dichiarato pazzo e arrestato. Tre giorni dopo il suo corpo e quello del dottore Gudden vennero ripescati dalle acque del lago.

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