Il Referendum 74, notizie da Oltreoceano sul diritto al matrimonio per coppie gay

Il Referendum 74: notizie da Oltreoceano sul diritto al matrimonio per coppie gay

Mentre la vecchia Europa riceve il premio Nobel per la pace, avendo, almeno sulla carta, lavorato alacremente ai diritti civili, la giovane America si prepara a un referendum sull'approvazione del matrimonio fra omosessuali, a delle elezioni presidenziali e a svariate piccole dispute in campi, come quello religioso, che, naturalmente, non mancano di generare scontri.

Se una città baluardo dell’orgoglio omosessuale come San Francisco – che ha anche ospitato il pride day, ovvero la giornata dell’orgoglio cattolico gay – si prepara all’arcivescovo Cordileone (già riconosciuto oppositore delle unioni gay, designato da Benedetto XVI lo scorso 27 luglio, installatosi il 4 ottobre), a Washington la fibrillazione è tutta per il nuovo referendum 74.

Il Referendum 74: notizie da Oltreoceano sul diritto al matrimonio per coppie gay

La legge che riconosce l’eguaglianza dei diritti in ambito matrimoniale dopo l’approvazione da entrambe le camere legislative e la firma avvenuta lo scorso 13 febbraio dalla governatrice Christine Gregoire, non è entrata in vigore, a seguito della presentazione, da parte di gruppi di attivisti anti-gay, di oltre 247.000 sottoscrizioni che hanno richiesto la consultazione popolare.

Il Referendum 74 sarà sottoposto a votazione il prossimo 6 novembre, in concomitanza con le elezioni presidenziali, che vedono Barack Obama, attuale presidente, che si è dichiarato favorevole alle nozze tra omosessuali, contrapporsi al repubblicano Mitt Romney, in opposizione. Una data simbolica per una legge che potrebbe entrare in vigore il prossimo 6 dicembre e designare lo Stato di Washington, il settimo stato ad approvare le nozze gay.

In novembre, dopo Washington, si terranno consultazioni popolari anche in Maryland e Maine.

Come riporta l’articolo de La Stampa alla rubrica Vaticaninsider, i vescovi si sono già espressi sulla questione:

Una volta ridefinito l’istituto del matrimonio come un contratto senza genere, ciò diventerà discriminatorio per le istituzioni pubbliche e private: nessuna differenza per madri e padri biologici.

Se non attecchisce la raccolta forme tra i cattolici, il vescovo Cupich, ha invitato dagli schermi tv:

a respingere il tentativo di ridefinire il concetto stesso di matrimonio staccandolo dalla sua base biologica […] Ridefinire il matrimonio sarebbe un passo indietro sulla strada della tutela dei diritti dei minori.

L’arcivescovo Sartain ha dichiarato invece che

il Referendum non è contro qualcosa, né contro qualcuno; [la Chiesa cattolica è] “per” il matrimonio come dono di Dio, “per” il piano di Dio nei confronti della società degli uomini, e quindi “per” gli sposi e “per” i figli.

Ha presentato le sue scuse per le discriminazioni ingiuste subite negli scorsi decenni dagli omosessuali e ha richiamato alla necessità di uguali diritti per tutti.

Foto | Getty

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