Oliver Sipple, l'eroe gay che salvò la vita al presidente degli Stati Uniti

Oliver Sipple

Pochi oggi si ricordano di Oliver Sipple, ma nel 1975 il suo nome compariva sulle prime pagine dei quotidiani di mezzo mondo. Avventandosi infatti su una donna pronta a sparare, l’ex marine, che aveva combattuto con onore in Vietnam, era riuscito a salvare la vita a Gerard Ford, allora presidente degli Stati Uniti. Un clamore mediatico che finì col travolgerlo.

Harvey Milk, celebre politico e attivista del movimento gay, intervenne immediatamente, dichiarando alla stampa che Sipple era un membro della comunità omosessuale di San Francisco. Un eroe gay che dimostrava una volta per tutte come i luoghi comuni fossero in realtà solo stupidi pregiudizi. Anacronistiche suggestioni.

L’outing prese tuttavia di sorpresa Oliver Sipple che, senza lavoro e appoggi, non riusciva a scuotersi di dosso gli orrori della guerra in Asia. La madre divenne oggetto di scherno nel quartiere in cui abitava e i rapporti con la famiglia si fecero improvvisamente tesi.

L’inattesa popolarità e l’outing andarono così ad aggravare una situazione di profondo disagio. Di malessere mai realmente risolto.

Rimasto solo, l’eroe di San Francisco, il marine che era stato un tempo decorato al valore militare, entrò in un tunnel fatto di alcol e disperazione che si concluse solo nel 1989, quando un amico lo trovò senza vita nel suo appartamento di San Francisco.

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