Il coraggio civico che qui ci sogniamo

In occasione della settimana del locale Gay Pride (il Christopher street day) la comunità lgbtq di Berlino ha conferito il premio per il Coraggio civico al presidente del governo spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, per il suo impegno a favore dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali e soprattutto per aver mantenuto le promesse nonostante le pressioni in senso contrario.

Zapatero in persona non è potuto andare a ritirarlo, ma ha mandato l'ambasciatore spagnolo in Germania, che ha ringraziato gli organizzatori a nome del presidente. Poco dopo è partito il corteo per le vie della capitale tedesca, con alla testa il sindaco gay di Berlino.

Coraggio e coerenza quelle di Zapatero e dell'intera sinistra spagnola, che ha appena introdotto un'importante novità in campo educativo, l'ora di educazione alla cittadinanza e ai diritti civili. È una materia obbligatoria (sul modello di quella che già insegna in Germania, Francia e nei paesi nordici) e prevede la trasmissione dei valori civili su cui si basa la cittadinanza europea e spagnola, la tolleranza, il rispetto della diversità e delle identità altrui: si insegnerà anche che esistono diverse forme di famiglia, comprese quelle formate da persone dello stesso sesso. Anche qui, ovvie e sterili polemiche sono arrivate dalla Chiesa cattolica, sempre più isolata e arroccata nella società spagnola.

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