Il papa riceve in udienza i gesuiti e ri-torna a parlare dei soliti temi

Benedetto XVI riceve in udienza i Gesuiti

Come faceva notare aelred, il papa, in occasione della 35 congregazione generale dei gesuiti ha inviato loro una lettera, a mo' di esame. E oggi li ha ricevuti in Vaticano per fare un po' il punto della situazione, quasi a termine dell'assemblea (son carini tutti in fila nella foto su, eh?).

Il papa ha parlato del più e del meno e ha ripreso un po' anche alcuni temi che gli sono cari, diciamo così. Di seguito, alcuni stralci (qui l'intero discorso).

Come voi ben sapete per aver compiuto molte volte sotto la guida di Sant’Ignazio negli Esercizi Spirituali la meditazione "delle due bandiere", il nostro mondo è teatro di una battaglia fra il bene e il male, e vi sono all’opera potenti forze negative, che causano quelle drammatiche situazioni di asservimento spirituale e materiale dei nostri contemporanei contro cui avete più volte dichiarato di voler combattere, impegnandovi per il servizio della fede e la promozione della giustizia.

E prosegue:

Tali forze si manifestano oggi in molti modi, ma con particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo, l’edonismo, il materialismo pratico. Per questo ho chiesto il vostro rinnovato impegno a promuovere e difendere la dottrina cattolica "in particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare", alcuni dei quali ho esemplificato nella mia Lettera. I temi, oggi continuamente discussi e messi in questione, della salvezza di tutti gli uomini in Cristo, della morale sessuale, del matrimonio e della famiglia, vanno approfonditi e illuminati nel contesto della realtà contemporanea, ma conservando quella sintonia con il Magistero che evita di provocare confusione e sconcerto nel Popolo di Dio.

Eccoci alla solita litania: morale sessuale, matrimonio, famiglia... Benedetto XVI continua:

So e capisco bene che questo è un punto particolarmente sensibile e impegnativo per voi e per diversi dei vostri confratelli, soprattutto quelli impegnati nella ricerca teologica, nel dialogo interreligioso e nel dialogo con le culture contemporanee. Proprio per questo vi ho invitato e vi invito anche oggi a riflettere per ritrovare il senso più pieno di quel vostro caratteristico "quarto voto" di obbedienza al Successore di Pietro, che non comporta solo la prontezza ad essere inviati in missione in terre lontane, ma anche – nel più genuino spirito ignaziano del "sentire con la Chiesa e nella Chiesa" – ad "amare e servire" il Vicario di Cristo in terra con quella devozione "effettiva ed affettiva" che deve fare di voi dei suoi preziosi e insostituibili collaboratori nel suo servizio per la Chiesa universale.

Per la serie: chi mi ama mi segua. E se non mi amate... kaputt!

Foto | sjweb

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