Bersani, Vendola e Nencini s'impegnano per un vago riconoscimento giuridico delle coppie gay

L'uguaglianza per tutti rimane un sogno in Italia

Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico.

Così Pier Luigi Bersani (PD), Nichi Vendola (Sel) e Riccardo Nencini (Psi) nella Carta d'Intenti per l'Italia bene comune sottoscritta questa mattina a Roma dai tre leader che si sfideranno alle primarie del centrosinistra il prossimo 25 novembre.

Paola ConciaPaola Concia si dice soddisfatta e annuncia che vigilerà perché il principio generico diventi un istituto giuridico che veramente tuteli le coppie gay. All'Ansa Paola Concia afferma:

Lotterò ancora perché questo principio generico contenuto nel documento sia declinato in un istituto giuridico che tuteli realmente le coppie gay. Il centrosinistra ha fatto un passo avanti. Oggi nessuno nel centrosinistra mette in discussione questo principio. Non stiamo discutendo, come cinque anni fa, se farlo o meno. La discussione è sulla declinazione dell’istituto giuridico per tutelare i diritti degli omosessuali.

Sì, perché secondo Paola Concia il riconoscimento delle coppie gay va declinato e si deve capire come:

Ora va trovata la forma. Le soluzioni possono esser due: l’estensione del matrimonio o un istituto giuridico che deve contenere diritti e doveri. Io mi batterò perché questo principio sia declinato nel modo più alto. Bene il principio, ora sia fatto nel modo più giusto.

Qui tra declinare il riconoscimento e il coniugare le esigenze delle varie anime del centro sinisitra, si sta perdendo di vista la grammatica nella sua totalità: e cioè che si continua a proporre contentini invece che diritti veri e propri.

Avete notato che nessuno usa la parola matrimonio?

Foto | Getty

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