A proposito di gay, calcio e cose “da maschi”

Copertina del libro di Davide MartiniCalcio, omosessualità e cose da maschi sono argomenti di cui si discute in questi giorni. Abbiamo, così, rivolto alcune domande a Davide Martini autore del bel romanzo Quarantanove gol spettacolari.

Il titolo del tuo romanzo – “49 gol spettacolari” – richiama il mondo del calcio, in realtà poco seguito dai gay... Come mai questo titolo?
49 gol spettacolari nasce con l’idea di sfatare alcuni miti e luoghi comuni intorno all’omosessualità. Tra questi lo stereotipo diffuso che i gay non amino il calcio o lo sport in generale. Ci sono tanti gay che trascorrono la domenica a casa a guardare le partite così come tanti eterosessuali che non sanno cosa sia un fuorigioco. Il mondo sta cambiando e 49 gol vuole raccontare anche questo.

Quale personaggio del tuo romanzo ti risulta più simpatico?
Gianni , il miglior amico di Lorenzo, il protagonista. Ho una grande simpatia per gli eterosessuali che vivono l’omosessualità con serenità. Rendono reale l’idea di come vorrei che fosse il mondo.

Il tuo romanzo è ambientato in un liceo: come vedi la situazione di un gay all’ultimo anno delle superiori?
49 gol spettacolari parla anche di questo. Sicuramente Lorenzo è avvantaggiato da un contesto sociale e culturale privilegiato. D’ altra parte l’omofobia è presente ovunque e in ogni luogo trova la sua strada. In certi posti passa attraverso la violenza fisica e verbale, in altri (ed è il caso di Lorenzo) attraverso certi silenzi e l’isolamento.

49 gol spettacolari è un libro che ha avuto successo ed è stato recensito molto bene. Secondo te, cosa piace del tuo modo di scrivere?
Spero l’onestà, prima di tutto. Ho cercato di raccontare il mondo dell’adolescenza senza idealizzazioni ma evitando anche uno sguardo pseudosociologico. Credo anche che aver scritto un libro pensando ai lettori e una scrittura libera e non arroccata su artifici stilistici abbiano aiutato 49 gol ad essere un piccolo successo.

Consiglia due libri – oltre al tuo, ovviamente! - ai lettori di Queerblog.
Correndo con le forbici in mano di Augusten Burroughs. Credo sia uno dei libri più divertenti e allo stesso tempo profondi che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Il racconto di quanto le famiglie siano il luogo di tutte le gioie e di tutti gli orrori.
E poi La strada di Cormac McCarthy. Un capolavoro, una storia archetipica sul senso di dio e della paternità, al di là di qualunque credo religioso.

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