Coming out online per gay arabi e africani

Chi bazzica un po' la Rete - soprattutto i siti di social network e di servizi avanzati, penso soprattutto a FlickR - se n'era già accorto. Adesso ci è arrivata anche la stampa internazionale.

Secondo un reportage di Reuters Internet sta offrendo nuove opportunità di coming out a giovani africani e arabi, che finora erano esclusi dalla comunità lgbt, perché nel loro paese non esiste. L'abbattimento delle frontiere, reso possibile dal Web, ha invece aperto una strada nuova, almeno virtuale.

C'è un arcipelago di blog, che rilanciano le riflessioni i pensieri le aspirazioni soprattutto di giovani gay, spesso emigrati dai loro paesi d'origine. A volte basta passare dal Sudan ai paesi del Golfo per trovare (sorpresa!) un po' di libertà in più. C'è una bella differenza tra un posto dove l'omosessualità è punita con la morte a uno dove è solo un tabù o, come l'Oman, è addirittura ben accetta.

Sempre online, intanto, l'associazione Helem - che lavora per i gay libanesi - pubblica il trimestrale Barra. Dal Sudafrica, invece, dove i diritti per le persone lgbt sono una realtà, arriva la rivista online Behind the Mask. Insomma: una rete di donne e uomini, di persone che anche con la semplice testimonianza di un blog lottano per la propria dignità.

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